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ARGOMENTO: I READING DI POESIA (POETRY READINGS, C.Bukowsky)

I READING DI POESIA (POETRY READINGS, C.Bukowsky) 2 Mesi 2 Settimane fa #1

  • fintipa2
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Dunque Bukowsky! E la domanda è sempre la stessa: cosa c’entra un tipo simile con la poesia?
Basta leggere due righe per trovarsi in un mondo senza pretese metafisiche, tra prostitute e bevute di birra conficcate in un esserci che sa di fango o a seconda dei punti di vista di cielo stellato basta che ci si intenda su ciò che potrebbe soddisfare il bisogno di felicità, se un dono del cielo, la capacità di sintesi dei filosofi e degli scienziati o qualcosa alla portata di tutti come il sesso o la corsa dei cavalli.
Nessun altro poeta attorno, ovvio come qui in Poetry readings. Come si può infatti ascoltare tutto un mondo che parla delle sue tristezze, di fallimento economico nei confronti delle altre arti, gratificato solo da parenti, amici e altri poeti?

“I reading di poesia devono essere una delle cose
più tristi e dannate al mondo,
conciliaboli tra cerchie di fanatici e fanatiche,
settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno
dopo anno,
invecchiano insieme,
continuando a leggere in incontri semideserti,
nella perenne speranza che il loro genio venga
scoperto
registrandosi insieme su cassetta, su disco,
sudando per gli applausi
in pratica si leggono
a vicenda
senza mai riuscire a trovare un editore newyorkese
e neanche uno
a miglia di distanza,
ma vanno avanti a leggere e a leggere
nei covi di poesia d’America,
mai scoraggiati,
mai considerando la possibilità che
il loro talento possa essere
minimo, quasi invisibile,
vanno avanti a leggere e a leggere
davanti alle loro madri, alle loro sorelle, ai loro mariti,
alle loro mogli, ai loro amici, agli altri poeti
e a quella manciata di idioti apparsi
lì dentro
dal nulla.”

Sono questi i folli e questo il tipo di follia che ispirano il titolo del libro? Una massa senza ingegno che vive tra coordinate tutte sue, distaccate dal libro della realtà e dunque incapace di interpretarla, figuriamoci a trasformarla.
E dunque non resta che vergognarsi per questa sbandata colossale che vorrebbe chiamarsi creatività?
Come vorrebbero competere con la creatività in altri settori della società moderna se il comportamento è autoreferenziale, egotico, misterioso e senza coraggio?

“Mi vergogno per loro,
mi vergogno perché devono sostenersi a vicenda,
mi vergogno dei loro ego blesi,
della loro mancanza di palle.
Se sono questi i nostri creativi,
vi prego, vi prego datemi altro:”


ciò che cerca è una creatività che attinga da una realtà molto più ricca e produttiva di quella fine a sé stessa e sterile di questi poeti d’America

“un idraulico sbronzo in una pista di bowling,
un dilettante in un incontro da quattro riprese,
un fantino che porta il suo cavallo
allo steccato,
un barista all’ultima ordinazione,
una cameriera che mi versa un caffè,
un ubriaco che dorme in un portone abbandonato,
un cane che mastica un osso secco,
una scorreggia d’elefante nel tendone di un circo,
un incidente in autostrada alle 6 di sera,
il postino che mi racconta una barzelletta sporca.

Tutto
Tutto
Ma non
loro.”

La domanda è: cosa cambia passando da un continente all’altro, dal novecento agli anni inaugurati dalle torri abbattute e della creatività espressa nella tecnologia di controllo delle menti?

(F.I.)

(Il testo poetico e virgolettato è tratto da "Charles Bukowsky, Il CANTO DEI FOLLI, POESIE II , UNIVERSALE ECONOMICA FELTRINELLI,pag.160-163. Trad. di Simona Viciani")
Ultima modifica: 2 Mesi 2 Settimane fa da fintipa2.
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I READING DI POESIA (POETRY READINGS, C.Bukowsky) 2 Mesi 1 Settimana fa #2

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Carissimo, per me non è un poeta, se si eccettua per alcuni testi. Come sai, sono aperto a tutte le dimensioni, ma questa non si può neanche definire prosa poetica. Mica basta andare a capo per creare una poesia. La struttura sensoriale e narrativa è diversa, come, del resto, ben consapevole sei anche tu. E poi, fintipa, non dimentichiamo che i reading di dieci persone, su cui tanto ironizza Buk, hanno dato vita a numerose correnti d'avanguardia poetico-letteraria (per ultimo basti considerare la Beat Generation). Naturalmente, resta uno dei miei scrittori prediletti, ma la poesia, a mio avviso, è un'altra dimensione. Ottimo e magistrale, come di consueto, l'impianto interpretativo. E grazie sempre...
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Ringraziano per il messaggio: Aita Carla, fintipa2

I READING DI POESIA (POETRY READINGS, C.Bukowsky) 2 Mesi 1 Settimana fa #3

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non posso negare l'importanza dei movimenti di avanguardia, il ruolo dei reading al loro interno ma qui penso che Bukowsky intendesse ciò che non è un movimento letterario artistico ma semplicemente un' accozzaglia di poeti votati al successo, nella piena accettazione dunque delle leggi del mercato letterario ma scartati dallo stesso per inettitudine e mancanza di genio, essenziali nella scrittura. A parer mio, ovvio. Altra cosa è la Beat Generation di Kerouac e Ginsberg o se vuoi il Futurismo di Marinetti ed il Dadaismo di Tristan Tzara.
Che poi il nostro non sia un poeta, sono d'accordo con te. Cionostante resta il mistero del perchè sia tanto interessante ed io aggiungo affascinante. Forse perchè i suoi testi sono dissacranti e così poco ricchi di " letteratura" e così chiari a differenza di quella nostrana e nello stesso tempo privi di velleità universalistiche-come proporre i suoi modelli? il suo stile di vita, i suoi valori?-da farne l'opposto di quello che sia una poesia, attenta alla metrica, alle assonanze, al messaggio universale, all'amore visto ancora oggi in luce stilnovista senza nè carne nè pesce, tutto afflati e promesse e soprattutto senza sesso, alla denuncia sociale, alle invettive contro questo o quello ma sostanzialmente impotente su tutti i fronti e capace solo di produrre noia mortale. ecco, quello che Bukowsky fa è produrre il contrario della noia, cioè interesse, curiosità e se vuoi bellezza anche fuori da ogni schema, anche andando a capo a casaccio. Nell'attesa di scoprirlo ricambio i saluti, ciao.
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I READING DI POESIA (POETRY READINGS, C.Bukowsky) 2 Mesi 1 Settimana fa #4

  • sasha
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Antilirico ha scritto:
Carissimo, per me non è un poeta, se si eccettua per alcuni testi. Come sai, sono aperto a tutte le dimensioni, ma questa non si può neanche definire prosa poetica. Mica basta andare a capo per creare una poesia. La struttura sensoriale e narrativa è diversa, come, del resto, ben consapevole sei anche tu. E poi, fintipa, non dimentichiamo che i reading di dieci persone, su cui tanto ironizza Buk, hanno dato vita a numerose correnti d'avanguardia poetico-letteraria (per ultimo basti considerare la Beat Generation). Naturalmente, resta uno dei miei scrittori prediletti, ma la poesia, a mio avviso, è un'altra dimensione. Ottimo e magistrale, come di consueto, l'impianto interpretativo. E grazie sempre...

scusami Antilirico,
se non è quella del grande Buk, la dimensione giusta, direi perfetta... perché rappresenta la realtà, la società, la storia,
ogni emozione... e sopratt l'onestà e la sincerità... qual è, se non persino la più scabrosa... ?

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I READING DI POESIA (POETRY READINGS, C.Bukowsky) 2 Mesi 1 Settimana fa #5

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La tua, ad esempio, o la mia, quella di fintipa, Automa, Stanzione, Frida, Cordaccia, Morabito e pochi altri presenti in questo sito, per limitarci ad esigenze contestuali. Le coordinate che citi tu (realtà, società, storia, emozione) le puoi ritrovare in quasi tutte le dimensioni letterarie. Certo, col verso libero, tutto può essere considerato Poesia, nell'accezione più ampia del termine. Ma il brano riportato da Fintipa, prova a leggerlo senza andare a capo, ed ecco un puro testo di narrativa. La poesia non dice, suggerisce. Manca La "foschia poetica", necessaria, a mio avviso, in qualsiasi forma di estrinsecazione, appunto, poetica.
Fintipa, condivido ogni tua parola…
Saluti ad entrambi
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Ringraziano per il messaggio: Caterina Morabito*, sasha
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