Nacque la voglia di ragliare nella notte,

un'ansa spregevole d'udito, in attesa...

a percepire quei lamenti che son propri

e nulla si schierò dalla mia parte

dove c'erano richieste insubordinate,

una speranza di sorbire del veleno

insapore come il gusto della vita

sciolse la voglia d'essere animale

che insegue le sdolcinate violenze

di un padrone per nulla innamorato.

In cerchio un giro sulla soma lieve

e un bisticcio di grida pur rauche

mi spinsero a varcare la soglia

dove paglia non c'era ad attutire

il dolore delle impronte a dita acute.

La grandezza della luna mi scoprì

umile servo del verso di una ciaula,

rigido e nudo cogli stinchi inerti

a soddisfare il buio dell'ignoranza.

L'amore s'era rintanato nel mio sesso

orfano di donna che m'aveva creato,

un richiamo di viscere contratte

sforzò un debole sorriso al cielo

mi confortò l'orpello della luna.

Profilo Autore: Libero  

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