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Ti osservo dormire

con lo stesso incanto
con cui si osserva la luce
che si apre all’azzurrino del cielo
nella folgore incantata del mattino
e con la commozione che si prova
quando l’anima è innamorata
o come nel vedere lo schiudersi
una rosa di gennaio.

Sento lo stesso ardore che ha il fuoco
che divampa divorando i desideri
poiché nello scorrere della pelle
migliaia di parole in stupiti mulinelli
trasmettono all’elettrico del cuore
un rivelato tutto
nell’intensità che irretisce i sensi
in un languore
conducente alla gioia della vita
colma di quegli attimi
simili al perdurare eterno.
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Profilo Autore: Grace D*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-07-2016

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Stille di lacrime,
Trasparenze saline, segnano.
Ricche di promesse
Non mantenute,
Gocce d'amore,
Cadono sulla terra,
La irrorano con dolore.
Scorrono copiose su visi attoniti,
Mute le speranze,
Siero come antidoto
Per attenuare ,
Portate parti di vita
Come cristalli da raccogliere
E conservare dentro ad un cassetto
Che sa' di profumo ancestrale.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Sorelle sempre divise
in discussione perenne
che anche oltre prosegue

solo il ruolo varia
sino al nuovo avvento
come fosse il vero decretare

di un parlamento: chi vive
di comando e chi d'opposizione
che vice in subordine diviene.

Ora prende vita la morte
e vitaversa, entrando solo
nel regno delle ombre

per scarsa conoscenza o paura
di perdere qualcosa
in attaccamento eccessivo.

Solo uno, tra i più, tempo
che prestabilito si compie,
l'arbitro fischia, tutti a riposo

quei giocatori. Chissà la ripresa
se mi vedrà in campo, panchina o tribuna
in altra squadra, altro sport, in altro ...

rientrando magari da fuoriquota, diverso,
nero, bianco, lì certo non possiamo
blatter-are regole nuove ... sepp.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Eccomi qua a scrivere l' ennesima lettera per te.

Scorre la penna , sul foglio mentre ti penso e ti vorrei qui.

Certo non ti ho dimenticato, non posso cancellare la nostra storia.

Ti ho amato tanto troppo, adesso il tuo ricordo è qui.

Tra queste righe che ti scrivo , mentre la nostalgia mi afferra.

Parole e pensieri pieni di lacrime , che ho versato per quell' amore che non esiste più
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Profilo Autore: Anna  

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Piovono gocce di veleno
solo dal mio cielo.
Muoiono fiori ed erba
sullo spettrale prato.
Tutto si fa cupo
e nel suo freddo sa di gelo.
Chiusa nella sfera
sorvolo mondi sconosciuti.
Viaggio senza meta e senza strada.
Nel mio vagare incrocio sguardi;
non ci sono mai sorrisi...
Ci soffia via -nelle sue frette- il tempo
senza mappe a ritrovarci.


















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Profilo Autore: Ibla  

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Donna di Palestina perché piangi?
Perché righi il tuo viso?
Il cielo è azzurro anche se quaggiù vi è ferita di filo spinato
A causa dei muri che non puoi potare né irrigare come facevi con i tuoi cedri e olivi
ormai estirpati?
Sai che la stagione delle pioggia ancora non è giunta?
E tu continui a piangere per il mare di Galilea;
luogo di lavoro dei tuoi pescatori
- li furono scelti alcuni dei suoi apostoli
ma questo è irrilevante per me e per te-
Sotto il peso del buio della notte
che un qualsiasi tuo uomo  non ha zittito
il grido suo di intifada.
Per questo dettaglio che ti disperi?
Per il cielo coperto che nega il chiarore della luna che gemi?
Donna, Innegabilmente tu neghi alla tua verità
alla tua mente…
alla tua presenza
-che come granello di polvere è fastidio insopportabile per i miei occhi-
che sono io il figlio della promessa.
Perciò acquieta il tuo disprezzo.
Pianta nel tuo recito le tue parole di maledizione.
Credi di conservare in Agar il sacro seme di Abramo?
Agar fu e resterà schiava.
Tienilo bene a mente!
Perciò come una donna claudicante non ti ostinare a maledire il mio giorno
solo perché non puoi correre e guardare l’alba e il tramonto sul tuo cielo
perché distratta dai miei acri fuochi su ciò che ti appartiene.
Non lagnarti quindi come fa il tempo d’autunno.
Non fremere di rabbia come fa il cielo per il frastuono della tempesta
rumore dei cingolati
la polvere dei bulldozer.
Non ti disperare se molti tuoi vecchi vogliano affrancarsi dal silenzio con un Tasbeeh 
e coprire il pianto impaurito di bambini e bambine.
Né sentirti umiliata quando elemosini un permesso per attraversare la linea…
quando tuo figlio oltrepassa il tracciato per la scuola;
ciò che divide  la transumanza dalle tue vacche
-già avvenne a Betlemme tempo fa ed io non vidi-
Sappi,quindi, donna di Palestina
che io non umilio i tuoi uomini in fila,
dentro una gabbia, che nel cuore della notte attendono,
per ore, di superare i  check  point
per recarsi a lavorare e sentono urlare “WALA” “WALA”
e non accusare la mia bocca di maledirti
perché io,
nonostante tutto questo
in ogni momento,
sono fedele alla "Torah".

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Profilo Autore: Vincenzo liguori  

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Non so nemmeno più cosa provare,
sono diventato un maestro
nell'arte del dolore.
Le pareti nella mia mente
sono addobbate dai ricordi di giorni felici,
e da una finestra li guardo ripetersi continuamente.
Restan vuote le cornici ancora da riempire,
temo di non avere abbastanza tempo
per decidere tra vivere o morire:
le lancette di un orologio nella stanza dei desideri
corrono veloci,ed i miei occhi seguono la goniometria
in attesa di un futuro dai cieli più sereni.
Corono le mie fantasie in un letto matrimoniale
dove dormo da solo,
e la sola consapevolezza di queste parole sembra far male.
Io non sono altro che il mio riflesso allo specchio,
nulla se non guscio di polmoni ormai neri e cuore palpitante,
com'è possibile essere così giovane e sentirsi così perso?
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Profilo Autore: lorenzo  

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Per Natale di Nostro Signore:

cappone ripieno

frutta secca
 
spumante e panettone.

A Pasqua per la sua resurrezione:

abbacchio alla romana

barbera piemontese

e uova al cioccolato.

Signori miei

non si perde l'occasione

quando si ha fame di religione!
 
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Profilo Autore: francesco*   Sostenitore del Club Poetico dal 20-09-2017

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Prefazione solare,
sfratto d'un campo in fiore,
nevischio di rondini in volo
sorseggia spiagge di lana
al capezzale dell'immenso
e dall'acconciatura del silenzio
straziero' sfumature di nuvola,
sei nebbia di mare sul mio passato.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Giuda impiccato all'albero dei danari.
Giuda di se stesso nel giudizio
morente nel disadorno vestito.
Vestiti con mirra e sangue grondante,
vestiti degli scarti della tua anima.
Sei uomo.
Sei uomo nel granaio.
Sei uomo nel falso saio.
Sei uomo senza esserlo.
Nutro il mio odio nel catino dei dannati.
Ho mille volti nel volto.
Volto il ribrezzo nel tuo cuore,
lo strappo dal petto a morsi
e degusto il suo sapore lordando il corpo
di caldo plasma puro
e sono vivo di te morto.
Lascia che io divori le tue pulsazioni
facendo mia la tua più intima perversione.
Chiamami come vuoi.
Chiamami come non vuoi.
Chiamami se vuoi.
Io sono nel disgiunto universo,
io sono ombra nel giorno perso.
Giuda impiccato
penzoli al tuo cappio
e corvi dilaniano il sapere
senza sapere
senza volere
senza piacere.
Freddo dentro contemplo,
nascondendo fuoco maledetto.
Non fidarti di me
avrò assimilato il tuo misero orgoglio
prima della discesa
e nella contesa
banchetterò con i tuoi occhi;
perché tu non veda
perché tu non sappia.
Sono la cenere del tuo respiro
sono in ogni sospiro
sono refolo nel rigurgito dei mali
sono me stesso nel tuo stomaco malato.
Sputa pure le tue frattaglie
sul tavolo delle ingiustizie
saranno putride nel giorno del pianto
saranno merce preziosa nel trapasso
saranno vomito di vulcano,
fiele da suggere.
Spalma pure le tue impronte
d'esse rimarrà solo anonima traccia.
Traccia le righe e ingurgita i tuoi vermi amati...
Amati e trucidati
nel sesto giorno della creazione.
Giuda del mondo sommerso,
Giuda di te stesso
impiccati ancora una volta
concedendoti un'idiosincrasiatica sopportanza.
Escrementi scivolano dai tigli in fiore,
dalle gocce di rugiada
dal giardino delle orchidee nere,
dagli apogei dell'assurdo
dall'esegesi del nulla
dalla silloge dei peccati
e sono re del mondo che non esiste
e rido non esistendo
e rido dal mio trono d'inferno,
fresco come rosa
mentre lentamente su di te
il mio schifoso sputo si posa.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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Morse di freddo
 di giorni poco gentili.
-Brividi
 che assottigliano la pelle
-ogni fibra di ciglia.
-Iridi 
come prodigi lontani
- senza riguardo
assottigliano lo sguardo -
pensieroso
  per ogni incanto durato così poco.
  L’estasi del battito ridotta al nocciolo
e dannatissime scaglie
senza fortuna
una per una!
Le disadorne consuetudini
  assottigliano carezze
  senza deliri o trance
e nessun amore in progress.
Tra scivolamenti e crepe
rimane
l’assottigliato sogno del reale
che il sorriso smorza e trattiene.
Certo la vita è un rischio
sa di morse di freddo;
certo-un rischio:
   
bisogna averne cura con delicate mani 
questo capisco!
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Profilo Autore: Hera*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 04-05-2016

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Nel quieto pensiero
che un tempo la certezza
all'ambita meta conduceva,
irrompe un subbuglio improvviso.
Offuscato e smarrito l'animo è
ma trafitto da un sublime incanto
segue la scia dell'intricata"folle" vita avvincente.
Mormora l'ombra del passato,
ma placar non puo'
le inesauribili intense emozioni
che fluendo infrangono
sentieri gia' percorsi.
Una nuova speranza
sfiora il corpo denudato
che varcando il presente
anela  a rigogliosi sentieri,
ove ogni dettaglio
e' un dono da gustare,
ove l'animo rapito
svela il suo splendore.
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Profilo Autore: Annamaria Latini  

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Che rabbia, che offesa,
vederti bruciar sola e indifesa!

Mia adorata montagna,
la tua presenza è pura arte e poesia,
da sempre fonte di ispirazione e fantasia;
fino a ieri eri verde e solare
mentre adesso ti vedo bruciare.

Chi ha osato deturpar la tua bellezza?
Chi ha osato mortificar la tua grandezza?

Che rabbia, che tristezza
vederti ardere in lontananza,
sulle alture dove il cielo si adagia a riposare,
tu che eri maestosa e ospitale,
oggi sei invasa dal fuoco infernale.

Chi ha osato bruciar la tua flora?
Chi ha osato uccidere la tua fauna?

Solo una benedizione divina
può sottrarti dal vile gesto
di un piromane disonesto...
Solo una pioggia improvvisa
può sopir l'ira del fuoco funesto
che arde l'anima di Giano Vetusto
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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15350473 1826958787582570 497560526006132012 nNel cielo vedo tanti palloncini colorati, formano un cuore il simbolo dell' amore.

Ad ogni palloncino affido un desiderio, un pensiero vero e sincero.

Li vedo lì , li osservo li ammiro sono proprio belli, nel cielo non vedo solo quelli.

Nel cielo terso e azzurro, c' è anche un raggio di sole che brilla a cui affido parole nuove.

Quelle parole, spesso pronunciate dalle persone che si sono amate, di un nuovo sentimento.

Una nuova emozione io sento, il mio cuore ora e' contento, un nuovo amore trovera'.

Di nuovo palpitera', di nuovo amore si riempira'.
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Profilo Autore: Anna  

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Son le quattro del mattino
e non mi riesce di dormire,
il rumore della notte batte troppo forte dentro il cuore.
Vorrei fuggire da questa solitudine,
ma non riesco a liberarmi delle catene,
con cui il passato mi trattiene,
dolorose cicatrici.
Non so chieder scusa,
questi muri son troppo intrisi dei nostri litigi.
Vorrei aprire la porta
di questa casa morta
per fuggire da questa prigione.
In questo momento non so dove andare,
ma ho solo tanta voglia di fuggire,
seppur un posto non abbia,
di sicuro da qui me ne andrò.
Vorrei piangere ma non lo so più fare,
le mie lacrime eran diventate troppo amare.
Ora ho solo voglia di partire,
aprire la porta di questa prigione
e rompere le sue catene
che mi legano a un maledetto orgoglio
che ancora mi appartiene.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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