Con il cinguettio del cardellino da suoneria

nel telefono trilla la sveglia, fa per uscire

dalle lenzuola e si accorge di essere nudo.

Sbadiglia, e con gli occhi insonnoliti scorge

riporto e sospensorio che lo aspettano

sul parquet; il cardellino seguita drudo

a ciangottare e intontito, sonnacchioso ma

compiaciuto per la nottata di concupiscenza

lo pervade un senso di plenaria atarassia.

Anche se è l’alba di un altro giorno di comizi.

Col compiacimento per la notte di ardore

indomabile dal finestrone in stile abbadia

della cucina guarda la Brianza svanita come

lei nella scighera, lei che è uscita prima che

si svegliasse; e sorseggia il suo caffè di malto.

Dopo la carnalità della notte è caduto nel

sonno, e nel calore del suo corpo: ora infila

i mocassini e esce sette centimetri più alto.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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