Non avevo mai visto una fata,
fino a ieri.
Da bambino me l’ero immaginata,
come tanti,
un po’ sul genere della turchina.
Niente male
l’assolo di bacchetta sulle dita,
occhi verdi.

Al primo nodo di cravatta azzurra,
diciottenne,
nel corpo d’un amore la cercai
e nell’anima.
Poi, quando la denudai al sole,
piano piano,
guardai solo una ragazza bella,
punto e basta.

Non avevo mai visto una fata,
fino a ieri
quando, il mare ed io incavolati,
(lui mi somiglia un po’)
in un tramonto forse d’altri tempi,
lei arrivò.

Se ne usciva stanca e a testa china
dalle onde :

“In questa sacca per te ho raccolto,
con fatica,
tutti i sogni che ancora devi fare,
proprio tutti.
Li ho disincagliati dai coralli,
uno ad uno,
per sottrarli ad orrendi pescecani
Dimmi grazie.
Adesso dammi la colonia antica,
per favore,
e dopo il caldo bagno e un bacio,
uno solo,
mi vedrai sparire in compagnia
del sole.
Non piangerai in questa notte tua,
l’alba verrà.”


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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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