Nel buio sentiamo  voci
sconosciute, rumori 
di passi affrettati, spari... 

La nostra rivoluzione 
è appena iniziata,
adrenalina che scorre
impetuosa, 
il futuro un ventaglio
sfocato, mentre
Viviamo brandelli
di giorni.
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Profilo Autore: Morgana  

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Nell'abbraccio del vento affido
tutte le parole che scoppiano 
nella mente ed ogni senso. 
Affido in esso gli insulti peggiori
per queste ustioni al cuore.
Parole che offendono il sole,
che per timore... va a nascondersi 
nel grigiore di una nuvola. 
Cicatrici sparse per l'anima
proibiscono le reazioni
di un corpo, ormai consumato,
dove la passione, attimo per attimo,
ha dettato regole e leggi 
dure da sopportare, pesanti da eseguire. 
Recidiva questa mia pelle, subisce...
il rigetto di qualsiasi altro tocco.
E in questa essenza ormai, 
che ancor si rimprovera... nulla più!
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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La mafia del potere 
mescola le carte
e per le persone, quelle vere,
spera solo morte.
Senza preti nelle basse,
poca gente nelle chiese
la tv narra di fame e tasse
a chi non arriva a fine mese.
Soltanto un cuore parla adesso
con il toscano stretto in pugno
e veste a nero il petto rosso
che vide un dì nascere sogno.
Ostinato quanto basta,
contrario a quello che non serve,
Faber, vangeli e scuola tosta
di un animo, che nonostante tutto ferve.
Ma è Natale, con le luci e con i doni,
frivoli saluti, senza che si sia afferrato
quanto non importi la faccia d'esser buoni
se in nessun pacco c'è l'amore che Dio ha dato.
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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Arrivano, in mezzo alle facce serie vestite del lutto 
di chi il proprio sudore lo da "alla guadagna".
Arrivano, con l'aria mesta e con abiti a festa
per non celare del tutto la pompa magna.

Il caldo curioso di una metà d’agosto
è una assurda tristezza,

che cede -crudele- il suo unico posto.
I presidenti, dal fare lento, stringono mani alle prime file:
per quelle dietro,
si saprà ben presto,
che il Papa aveva scritto un biglietto,
con più di due righe. 
Fu un volo tremendo dal paradiso all'inferno,
incertezza di un mondo chiamato "moderno" 
a portare nel vuoto, in quello strano momento,
cravatte di seta e un istante di pioggia senza alcun pentimento.
L'acqua piovuta, adesso odora di fogna,
si sente tra le sponde (ora mute) del torrente che piange,
il rimpallo di un mito scordato che si chiama VERGOGNA.
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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Saltano i pensieri

divengono assurdi

tutta l'energia

assorbono

spossano

e spesso

il saldo di spirito e difese

azzerano

l'iniziativa s'ammoscia

e piano piano

muore.

Prima però ...

l'entrata in riserva

poteva esser vista

ma zona è stata fatta

di pesca e caccia

e contingentata.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Uccelli, uccellini e uccellacci!

Serpenti, serpentini e serpentacci!

Persone, personine  e personacce!

In quale nido pensi di abitare?


Prima di rispondere, bada bene!

consulta la coscienza e non imbrogliare,

perché quello che dici tu, non vale niente

se alle parole poi, non fai seguire i fatti!

A questo mondo, male ce n’è già tanto,

il pianto ormai scorre più di un fiume,

non seminare ortiche  se vuoi le rose,

ognuno raccoglie solo quel che semina!

Nido14

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Profilo Autore: Giò For  

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E’ bello fare poesia
soprattutto quand’essa prolifica
placando affanno proprio ed altrui.
Se esistessero ancora i mecenati
ora, forse, non sarei qui.
E allora dammeli!
O fautore di facile cultura!
Dammi i tuoi soldi
dammeli tutti
fammi assaporare
per qualche verso sputato dal fegato
i lussi e le ingordigie
che nonostante tutto ogni tanto già possiedo.
Ma dammeli sempre
affinché possa conoscere ancora meglio la noia
e uccidere anche quelli.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Farò un falò
di giorni persi in futili ricordi
pieni di inganno e falsi traguardi,
tra incomprensioni, discorsi spiacevoli
e sguardi ingannevoli.

Farò un falò
con finte maschere di sincerità
che han tradito e umiliato la mia onestà,
tra lunghe aspettative e giorni tristi
di amori non corrisposti.

Farò un falò
di tutta la falsa conoscenza
che ha inquinato e ostacolato
la mia adorata esistenza
con discorsi sterili pieni di incoerenza.

Farò un falò
delle mie solite incertezze
e dei tuoi umilianti pettegolezzi,
affinché io possa sottrarmi
dal peso infernale dei tuoi pregiudizi
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Sulle scale del destino
non voltarti mai
su l'ultimo gradino;
nel percorso della vita
non abbassar lo sguardo
ad un passo dal traguardo.
C'è poco da sperare
se non provi a cambiare
il tuo modo di sbagliare;
c'è poco da dire
se non riesci a sentire
chi prova a farti capire.
Insomma,
c'è poco da fare, c'è poco da dire
se non riesci a capire
che almeno una volta devi reagire.
Non arrenderti a chi vuole domarti,
non rassegnarti alle nevrosi degli altri...
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Che rabbia, che offesa,
vederti bruciar sola e indifesa!

Mia adorata montagna,
la tua presenza è pura arte e poesia,
da sempre fonte di ispirazione e fantasia;
fino a ieri eri verde e solare
mentre adesso ti vedo bruciare.

Chi ha osato deturpar la tua bellezza?
Chi ha osato mortificar la tua grandezza?

Che rabbia, che tristezza
vederti ardere in lontananza,
sulle alture dove il cielo si adagia a riposare,
tu che eri maestosa e ospitale,
oggi sei invasa dal fuoco infernale.

Chi ha osato bruciar la tua flora?
Chi ha osato uccidere la tua fauna?

Solo una benedizione divina
può sottrarti dal vile gesto
di un piromane disonesto...
Solo una pioggia improvvisa
può sopir l'ira del fuoco funesto
che arde l'anima di Giano Vetusto.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Servirebbe
  riprendere in mano il fuoco
avere nuovi giorni di febbre
 braccia convulse 
  lacrime senza freno .
Un nuovo abbaglio dell’anima
-pupille dilatate
-la vastità del petto
e forse- lo stomaco vuoto.
Servirebbe!
Servirebbe
una lunga stagione morente
e un caldo profondo
    per il fermento dei pensieri.
    Riconciliare- la primitiva educazione gotica
  con un nuovo Rinascimento -senza pari!


IL Quarto Stato: di Pellizza da Volpedo
L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, persone che camminano e spazio all'aperto
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Profilo Autore: Hera  

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Muta o donna
Non favellare
Trattieni parole che vorrebbero allagare,
Tracimare dagli argini 
Del tuo sentimento profondo
E riportare a galla, il tuo Io,
La tua essenza .
Non buttare sulla piazza come sei,
Nessuno raccoglierà le tue carte
Sparse al vento,
E ne farà un vanto per sé,
Né le elevera' ad esempio di purezza,
Né le custodira' nel suo cuore.
Muta.
Non sciogliere i nodi
Che travolgono la tua bocca
E non chiedere nulla,
Né al cielo, né al mare,
Grande è il tuo cuore,
E a te può bastare.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Vorrei un'istante solo di follia
Quel briciolo d'attimo
In cui tutto è poesia.
Ebbrezza dei sensi
Che prendono il sopravvento
Sulle tue montagne di ragioni.
Cancellare il passato,
Coprire il futuro, vivere
Solo il presente in un volo,
Strappare dal cuore le antiche radici
E credere di essere felici.
Vorrei un'eterna alba di luce,
Che dentro riscalda come voce,
Vorrei, un anima ,
Sospesa tra sogni e certezze
E trarne tutte le bellezze.
Respirare profumi, 
E poi forse tornerei alla realtà,
Consapevole,
Come un guardiano alla sua torre,
Che l'insana pazzia 
È la cosa più bella che ci sia.
Respiro, per un attimo, la follia.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Sei come la frangia dei miei stivali.

Parole e wurstel di pollo grigliati all'obitorio.

Sei come il barattolo di grasso,

unto della lingua di bue.

Sei come sei

senza l'elastico dei boxer malati di rabbia.

Usi la tua colt

con pallottole mie,

spari spiedini alle feste dei boy scout.

Mezzogiorno col fuoco delle trattorie,

chianina al sangue.

Sei come sei

quando ti muovi nel seguirmi.

Oggi non ti vedo più,

come ieri

come mai

come un carro disarmato trainato da cinghie usate.

Sei pezza straccia

nel fondo della borraccia.

Chips and chops

alla fermata del jet.

Un pieno di cherosene

mentre fumi il tuo labbro

mentre batti come un fabbro.

Sei come sei

nell'incudine di marsh mellow.

Sei come Clark Gable

senza vento.

Via da me

rimani solo con te.

Sei come la frangia dei miei stivali

prendi pezzi di pelle insieme ai tuoi finti compari.

Sei come sei.

Io sono come sono,

sopra di te

a una spanna dal cielo

sopra la tua faccia di marcio melo.

"Sono un ribelle dentro e sempre lo sarò,
cammino solo nelle valli,
parlo ai morti,
gioco con i vivi.
Sono quello che sono ribelle sotto la pelle"
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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