Sei come la frangia dei miei stivali.

Parole e wurstel di pollo grigliati all'obitorio.

Sei come il barattolo di grasso,

unto della lingua di bue.

Sei come sei

senza l'elastico dei boxer malati di rabbia.

Usi la tua colt

con pallottole mie,

spari spiedini alle feste dei boy scout.

Mezzogiorno col fuoco delle trattorie,

chianina al sangue.

Sei come sei

quando ti muovi nel seguirmi.

Oggi non ti vedo più,

come ieri

come mai

come un carro disarmato trainato da cinghie usate.

Sei pezza straccia

nel fondo della borraccia.

Chips and chops

alla fermata del jet.

Un pieno di cherosene

mentre fumi il tuo labbro

mentre batti come un fabbro.

Sei come sei

nell'incudine di marsh mellow.

Sei come Clark Gable

senza vento.

Via da me

rimani solo con te.

Sei come la frangia dei miei stivali

prendi pezzi di pelle insieme ai tuoi finti compari.

Sei come sei.

Io sono come sono,

sopra di te

a una spanna dal cielo

sopra la tua faccia di marcio melo.

"Sono un ribelle dentro e sempre lo sarò,
cammino solo nelle valli,
parlo ai morti,
gioco con i vivi.
Sono quello che sono ribelle sotto la pelle"

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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