I pargoli per le strade
 Per i vicoli
  In piazza
   Ai giardini
Sol per veder
Una palla che rimbalza
 Ancora, ancora,
  Ancora e ancora
E non finisce mai
    Tra i piè lor
Di tonfar per terra
E di volar nelle nuvole
 Basse, ai palazzi
  Alti, sin a piano terra
Per quella bella
Gioventù che,
Eccitata,
Va a vedere
Una palla che rimbalza
   Ai giardini
  In piazza
 Per i vicoli
Per le strade.
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Profilo Autore: Carboluka  

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La mia bambina è andata via, 
in un posto dove le 
granate non ci sono più. 

Ha visto deserti ed oasi, 
ma non si è fermata, 
ha attraversato il mare, 
senza voltarsi indietro. 

Adesso sta su una nuvola
ed abbraccia il cielo. 

Io solo son rimasto 
in questo inferno umano, 
a volte bevo per dimenticare, 
ma la guerra chiama, 
devo andare...
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Profilo Autore: Morgana  

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Valica ogni sconcertato destino
ogni umana bruttura
la dignità dei bambini

composti, come s'addice
al DIVINO
subiscono della guerra gli orrori
e le malattie, con timida paura
di gattini sollevati da terra

occhi grandi, di perché spalancati
come gli angeli e i San Giovannini
dell'ARTE
stupiti interrogano gli interlocutori.

Abitano il bene sempre, rassegnati
mai tristemente a ciò che non si dice,
la MORTE
i suoi preludici fetori
angherie soprusi abbandoni.

Della VITA
entusiasti solerti,
promotori inconsapevoli di pace
dimorano l'AMORE sempre,
ne sono testimoni.

Sui misteri più grandi son usci aperti.
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Profilo Autore: Carla Vercelli  

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Ho ascoltato bisbigliare mio figlio e il suo

amichetto mentre facevano merenda, lui

“Io ho un supereroe che torna sempre da me”.

Il piccolo Luca -E ha il mantello?-

“Qualche volta metto la sua giacca

e volo, ma mi va larga… quando non c’è”.

-E ti vuole bene?-

Si, mi aiuta dal primo giorno che sono nato”.

-Ti credo solo se adesso apparirà-.

“È vero, lui ama me e io lui”.

-Davvero, e come si chiama?-

“Ha un nome, ma io lo chiamo papà”.

Quando Luca e la sua mamma sono rientrati

a casa ho spiegato a mio figlio che cerco

solo di esserci per lui, mentre con le manine

si copriva il viso per non lasciarsi risciacquare.

“Ci vorrei dormire nelle tue manone”, e mi  

ha sorriso col nasino di sapone tra le bollicine.
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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Lo zaino sulle piccole spalle

a pochi centimetri da terra

è strano quanto somigli

alla cartella sullo scaffale

tra scatole e i ricordi

della cantina… che oggi

m’accompagna viva nei pensieri.

Mi stringi e con la mano piccina

saluti il primo giorno di scuola.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Lentamente si allontana
con la sua valigia in mano
e a me resta questo vuoto
del suo letto di fianco al mio.

Se ne va un altro amico,
ed io resto ancora qua.
Forse sono brutta, forse...
non merito una famiglia.

I più piccoli sono i preferiti,
a me dicono che sono grande.
Però anch'io voglio andar via.
Voglio anch'io un albero di Natale.

Voglio un letto che non sia di ferro,
scarpe e vestiti nuovi da indossare,
qualcuno che mi aiuti a vestire
come faceva la mia mamma.

Lo so che lei, ora, non c'è più.
È andata via col mio papà.
Volevo andar via insieme a loro,
ma nessuno mi dice dove sono.

Ogni notte, prima di dormire,
li penso e parlo con una foto,
la guardo e piango, come sempre,
poi mi giro e mi addormento.

Ogni mattina... quella campana.
Ogni mattina... questa divisa.
Ogni mattina... va via qualcuno.
Ogni mattina... resto sempre qua!

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Sei cresciuto nella pancia

della mamma, e dentro il mio cuore.

Ho interrato una betulla laddove

chiunque altro avrebbe timore

ad attecchire le radici, coperto

di stoppia la terra e cercato

di ripararla dal freddo, e lei

in segreto accostandosi mi ha parlato

direttamente nell'anima.

“Nessuno potrà costringerti a cambiare pelle,

e nessuno ha il diritto di metterti i piedi in testa.

Tranne tuo figlio nel provare a toccare le stelle.

Un figlio ha la sbalorditiva abilità di mancarti,

farti sorridere, intenerirti, e farti infuriare.

Un uomo è veramente ricco quando rincasando

a mani vuote riceve l’abbraccio di suo figlio”.

Sogno di vederti un giorno arrampicare

su quella betulla.

Avevo la mano della forma giusta per contenere

la tue, e riscaldarle.

Adesso sei cresciuto,

e le mie mani hai imparato ad ascoltarle.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Piccola sola

Dolce bimba

La vita ti ha squarciato l’anima

Ti senti sola e disperata

Con l’unica tua scarpetta rossa

Attaccata al tuo piede

L’altra non si sa dov’è sparita

Forse la bomba che è esplosa l’ha fatta volare via

Fumo nero sale agli occhi

Lucida la strada

Idranti e pioggie di schegge

Tu lacera e sporca

Il tuo visetto color caffelatte

Due occhioni blu e profondi

Piangi ora

Le tue ferite sembrano superficiali

Nella carne

Ma l’anima è straziata da tanto dolore

Vite disperse

Quella notte infame

Sola e perduta

Ora che farai

Timidamente qualcuno si accosta a te

Ti solleva

Vedi...

Ali grandi 

Occhi lucenti

Il tuo angelo è venuto in tuo soccorso

Ti sta portando in salvo

Ora non piangi più

Dolce anima

Perchè sei fra le sue braccia

E senti tutto l’amore del mondo

Che ti ha 

Uccisa 

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Profilo Autore: Maria Cristina Manfrè  

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È seduta su una sediolina azzurra...
indossa un vestitino rosso,
mi guarda con due occhi da perdersi
e penso che ha l'età di mia figlia.
In una fragile bolla di sapone parliamo,
mi racconta del sapore delle caramelle,
del suo mondo colorato di bambina
e mi sciolgo al sorriso che si apre sul suo viso.

Vorrei rimanere lì, non pensare ad altro.
Togliere gli aghi dalle vene,
strappare le mascherine dalla bocca
e scartare regali sotto l'albero di natale
ascoltando storie di eroi e principesse.

Ma non ci riesco...e mi chiedo dov'è.
Dov'è questo dio che predica a suon di versetti,
che vive e regna e spacca montagne,
che si innalza e giudica e tuona,
che tutto sa...tranne il sapore delle caramelle.
Poi lei mi guarda, comprende e mi sorride ancora
anestetizzando una rabbia che non trova pace...
Perché non capisco, proprio non capisco.
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Profilo Autore: Walter  

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Cala la sera

sul fico e sull’olmo,

tolta la cinta calano

le braghe del nonno.

Scese le braghe,

ruzzola il nonno

che voleva spaurire quella

peste intanata sotto l’olmo.

Scende la sera sul fico,

e su Serafino dietro l’olmo

che guarda scendere il sole

verso il fienile sul colmo

con la bocca aperta.

Così accanto a lui il nonno.

Scemata la marachella,

come la sera dietro il colmo

cadono come fichi in una

grassa risata dinanzi all’olmo.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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L’orsacchiotto balla

con il soldatino,

e lo stegosauro

si riposa sopra il comodino.

Sul cavallo a dondolo siede

la scimmietta col cappellino,

come siedono i sogni

sul tuo cuscino.

Chiude gli occhi il robot

sul camioncino.

Ora dorme anche il mio

tesoro nel suo lettino.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Su chi appoggerete gli occhi

se saranno troppo stanchi per dormire,

e se la notte farà un po’ paura

non sarò lì accanto per poterla addolcire.

 

Se lo sconforto peserà sul cuore

come un sassolino tirato nel laghetto,

siate capaci di consolarvi l’un con l’altro

e sentirete la mia mano sul vostro petto.

 

E quando l’anima misurerà la distanza

con andatura troppo spedita

per i vostri piccoli passi,

un pensiero vi farà sorridere mentre

gli occhi si soffermeranno sulla mano

che avvicinerà al cuore tre sassi.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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L’angoscia e la paura
camminano sull’asfalto,
sono a piedi nudi
come nei girotondi dimenticati.

Vestirebbero ancora di bianco
il viso e il corpo strappato
alle carezze di mamma
ma Alice ancora sogna!...

Sogni bambini sconsacrati
e negati da disegni peccaminosi
da sguardi sporchi di lussuria
che crocefiggono e lasciano
lo spirito in catene.

Il corpo sfilato dal diamante,
profanata è la vita e l’innocenza,
amputata l’anima, per sempre.

Alice vorrebbe la sua favola,
braccia di un solo uomo a cingerla
e un vento di giustizia.

Riposo, per le mani bambine stanche
e libertà, aquiloni in volo
nel suo mondo di purezza.

Tutti i sorrisi dal mondo
per le infinite ferite e i sogni
lasciati nella casa delle bambole.

Sogna Alice, per non morire!...

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Profilo Autore: Giò  

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La guerra strappa ai bambini lacrime e serenità, rimangono orfani senza casa e senza un rifugio sicuro.
Strappa lacrime e urli di dolore, sotto il fragore di bombe e esplosioni.
Ci sono bambine che vengono violentate, picchiate altre ferite e altre abbandonate.
Portano cicatrici indelebili nel corpo e nell'anima, non hanno la libertà di vivere la loro spensieratezza la loro fanciullezza.
Le loro lacrime sono pezzi di serenità violata, di infanzia negata.
È un orrore terribile che mi fa sanguinare il cuore ai bambini va dato solo amore.
Carezze e baci, coccole e tanta gioia, non è questo il modo di trattarli hanno bisogno solo di felicità, non di malvagità.
Non mi resta che pregare per queste anime innocenti, per queste creature plagiate e vittime di torture.
Questa umanità per loro non ha pietà, da loro solo sofferenza al posto di pace e protezione questa è la mia opinione.
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Profilo Autore: Anna  

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      Giugno di piccoli sguardi

       piccoli sorrisi

       piccole sensazioni

       preparava l’ingresso di luglio

       di piccoli baci, piccoli

       momenti… piccole attenzioni.

       Piccole carezze di agosto,

       solo il tempo di piccoli

       imbarazzi, piccole perplessità

       e rapido settembre consegnava

       piccole paure, piccole

       ostinazioni… piccole difficoltà.

       Ottobre e le sue piccole rinunce

       piccoli tentativi

       piccoli malumori,

       e novembre di piccole

       incomprensioni, piccole

       novità… piccoli dissapori.

       Gelido dicembre di piccoli

       affanni, piccole

       realtà… piccole speranze

       mascherava gennaio funereo.

       Di piccoli silenzi, piccoli

       sacrifici… piccole esperienze.

       Febbraio passerà,

       verrà marzo di piccole fatiche.

       E i piccoli sogni al crepuscolo

       di aprile e poi maggio celati nelle piccole

       notti di giugno come druidi: ma tutto

       avrà tutto un altro senso… piccolo piccolo.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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