Tu scrivi sempre d'amore e d'azzalea,
io no, nun cerco sta facile platea,
tu te 'nventi la rima coll'amore e co' la rosa,
io no, io vojo fà poesia pericolosa.
Tu te metti a sdorcinà oggni parola,
io sparo dritt'ar core come na pistola,
tu voli 'n arto e vai sur celestiale,
io ciò li piedi a tera e vado sur sociale.
Te arimani sur vago, scrivi 'n generale,
li verzi mia sò scarti d'ospedale.
Però amico mio, pé quanto curiosa
pò esse sta bella contesa,
io penzo, senz'arcuna pretesa,
che 'n fonno volemo dì la stessa cosa.

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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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