Sono solo nella stanza
con il cellulare sulla pancia.
Chatto e invio, invio e chatto
mi sa che son diventato matto.
Non ho più gente intorno
nè amici di ritorno.
Acc.!!! Si è scaricata la batteria,
anche le emozioni fuggono via.
Ora, son solo con questo oggetto,
quasi quasi vado a letto.
Chiudo gli occhi e faccio un sogno,
ne avevo proprio un gran bisogno,
mi trovavo in una via
e con una certa ritrosia
si presenta al mio cospetto
un signore un po' buffetto.
Aveva la forma di un palmare,
per me era un cellulare.
Poi mi disse tomo tomo 
queste parole con un certo tono:
" Caro Signore sono stanco
  di essere usato come interscambio:
  se con le persone vuoi parlare
  ti do un consiglio valle a trovare.
  Le parole in diretta 
  non corrono di fretta.
  E se le pronunci con amore
  puoi colpire anche un cuore".


 

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Profilo Autore: Giovanni Ciani  

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Commenti  

Ambra PILTI
+1 # Ambra PILTI 20-05-2015 09:52
La solitudine, quella ricercata non credo, arriva così senza accorgersi.
La solitudine e la pigrizia sembrano sorelle, quelle che si tengono per mano.
La solitudine, la pigrizia e l'indifferenza, tre sorelle e forse ce ne una quarta di sorella ma rimane nascosta ed è la paura del confronto con il mondo esterno, quello che giudica, che piega e a volte ammazza.
O forse si è solo perso il piacere di stare insieme con gli altri, oppure, non si ha la possibilità economica di stare con gli altri, certo si fanno (forse solo) cene, aperi-cene, pizzate e poi che noia non c'è mai un'argomentazio ne interessante.
Non esistono più quelle belle gite fuori porta anche fosse solo il gran parco vicino a casa.
Hai reso bene Giovanni la situazione che ormai regna, spero non per tutti.
Esiste anche la solitudine ricercata e spesso io la ricerco ed è come ossigeno per me.
Un testo scorrevole, rimato e ricamato...di gran effetto.
Un caro saluto.
Giovanna Vecchio
+2 # Giovanna Vecchio 20-05-2015 12:03
Condivido totalmente il pensiero di Ambra; abbiamo fretta e sacrifichiamo la relazione interpersonale, diretta, frontale; l'interscambio di voci, sguardi, gesti.
Grazie per questa tuo invito a riflettere.
Bravo :-) ;-) :-)
nabrunindu
+2 # nabrunindu 20-05-2015 13:27
è verissimo, ci siamo immersi fino al collo, ormai è un processo irreversibile, tutti lo odiamo tutti lo scacciamo tutti lo vogliamo annientare, ma tutti ne siamo schiavi, perchè se vogliamo è affascinante e pieno di avventure, a volte anche amorose, che non guastano, anche se per gli sprovveduti(tut ti?) può diventare pericoloso.le tue rime sono bellissime.
Giovanni Ciani
+1 # Giovanni Ciani 20-05-2015 14:27
Uno sguardo, una smorfia e poche parole .....Grazie a tutte.
Ambra PILTI
+1 # Ambra PILTI 21-05-2015 09:44
Ieri al lavoro si è presentata una famiglia con un bimbo carinissimo.
Lui, il pargolo, faceva delle strane e buffe smorfiette simpaticcisme.
Ma ahimè i due genitori quasi infuriati continuavano a riprenderlo cercando di negargli quelle meravigliose smorfiette.
E' buffo il tuo commento di risposta Giovanni mi ha fatto pensare quelle deliziose smorfie...
quindi, nel tuo sguardo, nella tua smorfia e di poche parole, lo abbiamo notato, sia tutto per farmi sorridere.
Buona poesia.
Ciao.
Giovanni Ciani
+1 # Giovanni Ciani 21-05-2015 10:21
I bambini sono maestri nell'arte della comunicazione senza parole, dovremmo apprendere da loro. Buona Poesia. Ciao.
simone corrieri
+1 # simone corrieri 22-05-2015 14:52
Condivisa in ogni sua parte , e belle le rime.
La tecnologia e' solo utile , e serve per la sua utilità.
La magia , il calore umano, l'autenticità si realizzano con l'incontro vero tra le persone .
In questa Società , c'e' chi l'ha capito e chi no .
Mi è capitato di vedere coppie di ragazzi ad un tavolino con il rispettivo cellulare di ultima generazione che neanche si ascoltano o si parlano .
Una cosa tristissima .

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