Vidi un anfitrione senza dimora,
ad offrire tutto il suo nulla
e mi sembrò pure di aver mangiato.

Egli offriva il mondo ai suoi ospiti
timorati degli ambienti all'aperto,
le sue braccia erano il tetto
e il suo cuore il camino di un salotto.

L'anfitrione brillava di fuliggine;
da troppe vite attendeva ospiti
e le costanti dell'Universo
se le portava dietro
come il guscio di un paguro di ferro.

Per essere ospitale
creava i suoi effetti placebo
chiudendo finestre sospese nel cielo.

Dal suo balcone di marmo,
inchiostrato di bianchi ghirigori,
lo vidi sputare qualche spiccio piegato:
a quel punto era chiaro a tutti
che avrebbe annunciato
l'inizio del tempo.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 339 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.