Sento la tua presenza
mentre le mie mani maledette
agitano i polpastrelli per il freddo
con la disperazione nelle vene

La corsa verso la terra gelata
denudandomi dai vestiti bagnati
e le labbra ormai viola
e i tagli sulla schiena

Mi hai chiamato in quella pozza
come una sirena delle nevi
od un mostro estinto per modo di dire
E' bastata una sagoma disturbata
sul pelo di quella granita venuta male
per farmi tuffare nell'oblio

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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