il coltello più profondo
rade e raschia pentole in un fracasso
l'occhio di vetro
l'uragano dentro,
il crepaccio da cui un canto dolcissimo
ascende all'empireo,
impossibile vivere attraverso.
Ricattabile al servizio di un demone
il sogno proibito
è lacerare carni , liquore sangue
fra le vene, la bocca si apre.

La schiena di un cane in tackle scivolato
dorme o sogna
la stessa schiena di mia nonna
con un Cristo senza orecchie
al collo ciondolava,
la tenacia di un uomo solo
e il suo bastone contro il lupo.
Spesso mi chiedo
se non ci fosse prigione
sarebbe un regno migliore.

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Profilo Autore: cordaccia*   Sostenitore del Club Poetico dal 23-12-2018

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