Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio..
(La canzone del maggio. Faber)

 
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Dall’inizio di aprile qualcosa aveva cominciato a muoversi

Approfittando degli alberi di Giuda

disposti a perdere il candore sotto i cingoli delle ruspe.

Approfittare del bianco non è facile e non è gradevole

Discutere sull’opportunità di ricucire la coscienza

proprio ora che il mandorlo ricomincia a sedurre

 

Era piuttosto la tenebra del muro a venir fuori dai gechi

se ne intravvedeva l’ irruenza nel  narciso

e nel mare sotteso alla noia

 

Inane possibilità, Everest senza fine,  

Non ho di te nostalgia, nemmeno un poco la matematica

ha compreso il gioco d’universo nelle tue ortiche

e tradotto il salto di cavalletta in derivate contro il tempo

 

Oh i grilli al secondo che ora scendono a ricomporre le piazze

Chi ha detto che la battaglia non è persa venga a vedere il sacrificio di ali

Nelle banche

 

La città rumina vendette senza arrivare all’acme del palazzo d’inverno

Abbandonati i fucili si percuotono tamburi ed i tram 

 raccolgono ciascuno  un miliardo di sogni

forse nel prato bruceranno una rondine


Ce la faremo a ribellarci all'Inquisizione dei corvi? 

 

Corvi, solo corvi e purezza nei becchi

Ai passeri il ventre aperto alle discussioni  blablabla

Proletarizzarsi d’altronde è stata una sciagura

Un parametro di cui liberarsi nel chiassoso tramonto

 

Ci vuole un sentiero Ho Chi Min e qualcuno che veda oltre le foreste dei mercati aperti il lunedì

avrò per sempre il ricordo dell’ irrazionale, nella carne le schegge della mina su cui saltai

piccolo Vietcong alle prese con una raccomandata di protesta ad un giornale

qualcuno che legga l’ingiustizia che gli è fatta e lo trasformi in uno scoop

 

 Il mio è un continuo di spesucce tra scaffali e minestre ai cereali

un intrecciare sillogismi tra ghirlande e 730 da completare

poi, ci pensa un click, un solo click che penetra la trascendenza

degli uteri finanziari, gli stessi che ordinano a maggio: sparisci per sempre!

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Commenti  

Surya
+1 # Surya 25-05-2017 13:03
Arrivata in pieno come un Pugno Chiuso dritto al Cuore.
Hai ragione, "chi lo ha detto che sia finita?"
Poi La Canzone del Maggio di Faber ha negli anni trasmesso memoria di quei tempi e di quei giudizi.
Ma purtroppo non è servita a molto se poi siamo stati testimoni della Diaz e di quei giorni che hanno segnato i nostri giorni.
Grazie
Sara Cristofori
+1 # Sara Cristofori 25-05-2017 19:40
come sempre arrivi dritto sullo sterno...
fintipa2
+1 # fintipa2 26-05-2017 08:24
Forse di Faber(Fabrizio De Andrè) pochi ricordano " Storia di un impiegato". E' poesia che svetta sul canzonettismo
dominante nel mercato della musica leggera italiana, un tentativo di andare oltre gettando lo sguardo sul Potere che penetra le coscienze.
Ben pochi sono stati all'altezza (Guccini, Lolli chi altro?) ed in poesia Pasolini (chi altri?)
Ma era un'altra epoca, quando l'esigenza di cambiamento sembrava andare d'accordo col vento di maggio.
confrontarsi con questi temi che coinvolgono Potere ed individuo nella società post 89 è piuttosto difficile.
Il sottoscritto tenta di fare questo. ciao e grazie
Surya
+1 # Surya 26-05-2017 12:58
Sinceramente mi sfugge il perché di Faber dovremmo non ricordare Storia di un Impiegato ma questa è un altra storia.
Quel disco era uno dei primi in cui Fabrizio prese una posizione politica anche se in realtà è evidente la sua fede Anarchica confondersi con concetti di estrema sinistra ma l'unica cosa che tiene legate queste due cose è la consapevolezza di una lotta comune dopo il fallimento di quella armata.
È evidente che nel disco c'è un Po di confusione ma essere confusi è parte di chi si mette in gioco e si pone delle domande ma soprattutto si mette in discussione ponendosi recettivo verso qualcosa che ideologicamente non gli appartiene.
Ma rimane il fatto che la tua poesia è molto molto bella

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