Un atomo che vaga in altri cieli

da te strappato come un fiore perso

erra col viso aperto in cento veli

a precipizio invade un lago terso.

 

Molecola che germina nell’ora

più cupa della terra quasi oscena

nel fondo che ristagna, come spora

in grumi gonfi esplode dalla vena.

 

La briciola  d’un verbo coniugato

evaporata in gola da un poeta

per il palato evasa in uno iato

 

è nota sola di colore strato

nell’ombratura che la luce asseta

e atterra in zolla fertile al conato.

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Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Rita Stanzione*
# Rita Stanzione* 15-07-2017 08:07
Una creazione nasce da un moto, spesso sofferto. Percorre vie e cunicoli, vene. Sfocia finalmente alla luce. Bellissima esposizione in metrica, poeta!
Diego Bello
# Diego Bello 08-08-2017 22:16
Grazie della lettura e del commento Poetessa!

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