Vorrei un quasi maggio
d'ombrosità dei tigli
puro ascolto e ideogramma
in quel poco di ora e qui
rastremare correnti
da greti di zavorre.
Restare, oh quanto
nel canto ludico
da smarrimento!
Chiedere scusa
delle dimenticanze.
Dimenticare
ch’è vita e troppa
e tu graziosa spora
cacciata da deliri d'acque
con il viso che affaccia
in quale forma?




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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-07-2015

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