Un’ora, l’ultima:
quella del prete,
della sigaretta;
non vedo più vicini
i cigni dello stagno
e son fuggiti
anche i pettirossi,
inorriditi
da tanta crudeltà.
Sento un lamento
dietro le siepie
nel boschetto,
fra i pioppi infreddoliti
nell’attesa:
forse è un cuculo
a lamentarsi
e tremo anch’io.

Sono pronto, adesso
 la benda è nera: 
e il suono del diapason
non ripeterà
più di una volta
il "la".

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Profilo Autore: Giordano Borelli  

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Commenti  

Giordano Borelli
+1 # Giordano Borelli 16-12-2017 12:30
Per non dimenticare. Il 12 agosto 1944, dopo un rastrellamento, i nazisti fucilarono centinaia di persone inermi ,dei quali solo 350 poterono essere identificati e fra questi 65 erano bambini di età inferiore ai 10 anni.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 18-12-2017 17:17
Ti fa onore questa poesia, bravo poeticamente molto commovente, in memoria degli innocenti, complimenti ciao.

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