A volte mi sento un diverso,
perso tra milioni di volti sconosciuti,
un folle che scrive inutili pensieri.
A volte cerco la serenità nel silenzio della solitudine,
ma poi mi perdo in enigmatiche domande,
come fossi un bambino innocente.
A volte immagino che tutti leggano le mie poesie,
e ognuno trovi nelle parole le cercate risposte
che io finora non ho mai trovato.
Il verbo la fede,
dell’essere l’attore protagonista della mia vita.
Invece a volte resto lì fermo a far scena muta,
lasciando all’ansia che su di me prenda il sopravvento
e scateni un doloroso temporale interiore.
Così mi guardo attorno
e vedo la volatilità avvolgere tutto come un malevolo alito
che s’insinua nelle menti,
tanto da far sembrare la vita una cosa futile,
un giocattolo, una marionetta fatta per essere usata
e quando si rompe la butti via.

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Profilo Autore: Horion Enky  

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