Cosa distingue

il plesso che borda la sera

da un’onda di polveri, e per un gesto di resa

vai valva vuota per cortili d’acqua.

Dalla randa ferita muovi

le mani ad altri venti  

sai di spargere nodi al respiro

uno per particella, tutte

che tornano indietro

da un’eco di guance spolpate.

La metà l’hai donata alla scia

-questo muovere il nome lontano  

l’essere di fronte

a disegnare il tempo per sempre

d’isole e sponde

apnee.

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

Sabyr
+2 # Sabyr 07-02-2018 13:24
Molto bella, immaginare questi nodi che stritolano il respiro, sempre brava :-)
Rita Stanzione*
+2 # Rita Stanzione* 09-02-2018 14:26
Grazie di cuore, Sabyr :-)
Aita Carla
# Aita Carla 12-02-2018 22:50
Sono dovuta passare dal vocabolario prima di commmentare, ma per me é arricchimento e non perdita di tempo.
Sei dotata di una tecnica invidiabile e la cultura, il sapere, ti aiutano in questo tuo proporsi.
Mai come in questa tua ci si può riflettere come in uno specchio: ognuno dal proprio lato.

Evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Carla
Rita Stanzione*
# Rita Stanzione* 14-02-2018 13:23
Carla!! grazie di cuore, poetessa :-)

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