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Ti osservo dormire

con lo stesso incanto
con cui si osserva la luce
che si apre all’azzurrino del cielo
nella folgore incantata del mattino
e con la commozione che si prova
quando l’anima è innamorata
o come nel vedere lo schiudersi
una rosa di gennaio.

Sento lo stesso ardore che ha il fuoco
che divampa divorando i desideri
poiché nello scorrere della pelle
migliaia di parole in stupiti mulinelli
trasmettono all’elettrico del cuore
un rivelato tutto
nell’intensità che irretisce i sensi
in un languore
conducente alla gioia della vita
colma di quegli attimi
simili al perdurare eterno.
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Profilo Autore: Grace D*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-07-2016

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In prossimità dello zero, la pioggia

gelata e la neve sui tetti delle case,

l’inverno – lo vedi- negli alberi spogli. Gli scogli

del mare solo ricordo, non quelli dell’esistenza,

presenza e sostanza dell’esperienza:

di uomini al suolo e del volo delle mogli

verso acque battute dallo scirocco, base

di una roccia, goccia unica in una scheggia. 



E se ti concedi un po’ di libertà, un viaggio

più in là dell’ombelico del quotidiano,

mano nella mano con l’aquilone azzurro,

col calore di un abbraccio, la densità di un bacio

sul versante nord del paradiso, ogni laccio

allentato prima della partenza: senti il sussurro

di una carezza sul volto e l’eco di un piano

che suona una ballata d’omaggio al coraggio. 



Senza ruggini nel cuore, solo vocaboli vergini

di significato, un canto incantato, un parlato

di respiri ritmati ai margini del sonno.

E l’anima che esiste: ne ha viste di cotte e di crude,

ora che si sente amata può volare sopra la palude

e salutare con la mano ogni affanno.

Nelle stelle sopra l’orizzonte non c’è il fato

se le cerchi con gli occhi, puoi scoprirne le origini.  
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Profilo Autore: mybackpages*   Sostenitore del Club Poetico dal 29-08-2016

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Una nuova alba è giunta,
Anche oggi,
Sotto strati di nuvole chiare.
Respiro di cielo e foschia
Sono le immagini che
Si fermano negli occhi.
Ho aspettato invano il tuo arrivo,
L' ho cullato nella mano,
L 'ho portato nel mio cuore
Come fosse reliquia.
L'ho cercato, ma
Nemmeno un rumore indistinto
È giunto al mio orecchio.
Tutto tace di te,
Tace il labbro, tacciono le pareti,
Tace l'aria necessaria al mio fiato.
La pienezza del tuo essere non 
Si è svelata.
E rimango sulla nuda terra
A cercare il tuo odore
Di radici terrene,
Per poter legare un'altra volta
Tutti i miei frammenti sparsi
Sotto riflessi di luna.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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E ti sento anche se stiamo dormendo

respiri asincroni, poi sottovoce

-per non essere sentiti- gli echi dell’amore

nei vocaboli. Brevi conciliaboli, c’è la notte

per restare aggrappati al nostro fiato,

forse, ti dico, ci siamo sempre amati

ancora prima di conoscerci. Nelle estati,

esposti allo scirocco e nell’inverno desolato,

nelle discese a perdifiato verso le grotte

del cuore e nel procedere nel dolore

verso l’inferno: quindi un passo verso la foce,

un fiume carsico da guadare correndo. 
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Profilo Autore: mybackpages*   Sostenitore del Club Poetico dal 29-08-2016

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… chi richiama la mia attenzione?
Ah, sei tu!.
E da ieri l’altro che t’aspettavo… amore.
Li senti pure tu ora i dolci suoni
dei passi sulla via lastricata?
Amato calpestio sulle vie vuote.
Ieri passi sul mio cammino non c’è né erano.
Senso di vuoto.
Mancanza di udito.
Il non sentire lo spingere di scarpe lungo la strada.
Il camminare insieme.
E ora accogliere il suono dei passi.
Dolce tocco ripetuto.
Susseguirsi di note sulla strada.
Di quei passi desiderati da tempo
Uno dopo l’altro…
come se fosse un lungo ti amo scritto lungo il cammino.
Mille volte ieri mi chiesi
dove fossero nascosti i passi tuoi.
Oggi il suono dei tuoi passi.
Normale effetto acustico per altri.
Abituale poggiare sulla via di scarpe
per chi ha scordato…
ha smarrito l’attenzione dell’ amato “rumore”
di quei passi che accompagnavano altri passi
E di questo suono di scarpe sulla via
lungo il cammino
io ora sento
Tocco, il tocco ripetuto dei tuoi passi
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Profilo Autore: Vincenzo liguori  

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Chiamerò amore
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
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Profilo Autore: Passione infinita  

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Vivono le mie parole
nel passar della notte
impresse su un foglio di carta,
pulsano inquiete
per raggiungere i tuoi sogni.
Il mio continuo pensarti,
dolcemente mi allontana
da questa incudine della realtà,
ponendo il mio cuore al sicuro
in un luogo di anelito bagliore
che assomiglia al tuo splendore.
Non conosco tutti i tuoi segreti
e forse mai riuscirò a contenerli,
ma è cosa certa che sempre mi farò sedurre
da questo continuo cercarti...
da questo incessabile pensarti.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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E’ il sogno che va in scena con i suoi dettagli,

le luci sfocate dello sfondo e le trame a scatti,

certi merletti della nonna, la gonna stretta,

il refrain della canzone in sottofondo.

E se al risveglio è tutto uguale: a colori accesi,

a sillabe verticali, a orizzonti appesi al sole,

vuol dire che c’è una recita da terminare

per attori e marionette di passaggio.

Perché è ciò che siamo davvero, un paesaggio

in attesa di promozione e il luminare


notturno che riflette i desideri di chi vuole

lasciare la sua traccia. E poi… sentieri scoscesi

da attraversare di corsa, il girotondo

dei poeti intorno alle parole, la fretta

di scendere le scale sino agli anfratti

del cuore e il risalirle con in mano nuovi bagagli.



Sillabe in verticale

a formare ellissi d’emozione.

Le puoi ascoltare nel cielo

mi toccano e mi fermano la voce,

l’inchino al sole

e il suolo che si solleva

nelle nebbie del sogno…

d’emozioni.
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Profilo Autore: mybackpages*   Sostenitore del Club Poetico dal 29-08-2016

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Le scie delle parole negli accenti di ieri 



In punta di piedi: non far rumore, prima dell’apoteosi

è convenienza, parentesi tonda di un’equazione

dopo una quadra. E ladra è la bocca che tace

prima del sonno, del tempo che ci sfugge

e delle scie delle parole negli accenti di ieri.

Fuori è un turbine di polveri, ceneri e sabbie

spostate dal vento, se le guardi puoi vederci rose

o corone di spine: dipende solo dai tuoi geni

e dai fonemi della voce. Poi il segno degli arcobaleni

nello squarcio di cielo amico e le vesti di spose

senza velo – telo di mare d’Agosto, le nebbie

dissolte a ritmo di rock dalle frecce degli arcieri.

E il canto delle maree? Lo ascolti e corregge

le ultime ansie: tregua, quiete e pace

è quello che ci spetta. Diretta di un’addizione,

di solitudini lontane tradotte da cuori in osmosi.
 
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Profilo Autore: mybackpages*   Sostenitore del Club Poetico dal 29-08-2016

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Un verso estremo
come estremi siamo noi nelle mani benedette
nelle strette degli occhi,
nelle sterno e nel seno che ci divide e ci moltiplica in colline e grani..pani disarmati
accolti nel segno del domani
mangeremo terra io e te senza rimpianti


 all' occasione conieremo
  parole  dai rami spossati
 

saremo astuti levrieri a caccia di odori
            tucani a sbrecciati  contro il cielo


Un verso estremo
come estremi siamo noi nelle mani benedette
alla carezza della luce
al suo pianto nella sera.

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Profilo Autore: Antonia Vono*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 21-08-2013

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Corpi nudi nella stanza, 
vicini, sotto l'acqua;
le mani che cercano
nell'altro, protezione;
sostenersi insieme 
in un abbraccio, 
il pudore svanisce 
non ci si preoccupa 
più del corpo, 
l'amore sconfigge tutto. 

Le anime si uniscono, 
insieme creano un unico
essere, in un momento d'infinito. 

Poi, quando tutto si spegne
e la crudeltà del mondo ritorna, 
ci si odia, e si spera 
che l'acqua bollente, 
lavi la nostra vergogna, 
la nostra pelle;
e il ricordo di quell'essere 
che, per quanto perfetto sia, 
non sarebbe mai dovuto esistere;
fino ad ustionarci  
e imporci questa tortura 
solo per essere stati, felici.
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Profilo Autore: Tommaso Alongi  

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Preziosa come acqua

sarò per te fonte

per dissetare  le tue voglie.

Risveglierò dal letargo

i tuoi sensi,

s’adageranno nell’accogliente culla,

sussurrando nenie d’amore.

Stremato t’addormenterai

sotto gli occhi della luna.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2017

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Non ti conoscevo ancora,
mai mi sarei immaginato che tu fossi vera...
Percepivo la tua esistenza da qualche parte,
mantenevo in vita la speranza di poterti incontrare;
il tempo passava inesorabile
e mentre ti aspettavo mi preparavo per amarti.
Poi, nel modo più impensabile,
mi sei apparsa!
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Ti sento raccontarmi senza voce
le evoluzioni delle tue disavventure
l'infinito inseguimento
di un unico attimo
di solitaria serenità

Mi sembri così sola
piccola fra grandi tormenti
proteggere e coccolare
tu madre che ti preoccupi
ma chi si occupa di te?

Ci sei sempre tu
dietro quella finestra
ad aspettare il sole
per scaldarti un pò
lo sguardo perso fra le nuvole
in volo verso dove chissà

Leggo i tuoi versi rubati
che parlano di malinconia
ricordi lontani
di persone perdute
di qualcosa che non c'è più

E ti ricordi quei pomeriggi 
a ridere sotto la pioggia
a correre felici
sotto il portone di casa tua
ancora un minuto e scappo via

Ci sei ancora tu
di fronte a quella porta
un bacio prima di dirsi ciao
si illumina il tuo viso
di tutta quella gioia
rimasta rappresa laggiù

Perduto amore di una vita fa
ti sento sopravvivere 
senza oasi di felicità
rincorrere ancora il domani
senza perdere un solo sorriso

Le sere che passano stanche
fra bambole di plastica
e libri di matematica
due donne da crescere
unici amori per cui morire

Vorrei regalarti un futuro
che ogni giorno sia pieno
di tutto quel tiepido sole
che riuscivi a donare a me
potresti finalmente capire
quanto freddo fa senza di te













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Profilo Autore: Fabio F  

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Paky, mi piace tutto di te,
mi piace quella che sei, Dio e come mi piaci!
Mi piace tutto ciò che sento dentro
ogni istante che ti penso;
mi piace il tuo volto,
come parli, come pensi, come scrivi, come ti muovi;
mi piace quando ridi, quando arrossisci,
quando ti arrabbi e a volte quando non rispondi...
Amo il tuo modo di non esser come gli altri,
di essere te stessa nei pregi e difetti;
ammiro il tuo modo combattivo di affrontar la vita,
il tuo modo di esser Donna e amica.
Da quando mi sei apparsa la prima volta
il mio cuore ha cambiato ritmo,
vedo e sento in modo diverso i colori, profumi e suoni;
molte cose mi sembrano più belle, finanche i sogni.
Adoro i tuoi capelli,
il tuo modo improvviso di cambiar pettinatura,
il profumo della tua pelle, il colore delle tue labbra,
le tue meravigliose mani, la tua fronte spaziosa,
il tuo modo di camminare, il tuo modo di guardare...
Stimo e condivido le tue scelte di vita,
ammiro il tuo stile nel vestire,
il tuo modo di truccarti e il modo di spogliarti...
Paky, forse non si è capito, ma amo quella che sei
e per niente al mondo ti cambierei!
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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