Seguivo sognante
le tue dita agili sui tasti,
e m'abbandonavo alle note
danzanti intorno a me,
avvolgenti e seducenti.

Suonavi e mi guardavi,
sorridendo con femminile malizia.
Immaginavi il mio sguardo
sfacciato sul tuo seno poco difeso
e percepivi il pensiero impudico
che mi distraeva nel rincorrere
le tue dita sulla tastiera.

Già sapevi che sarei venuto dietro di te,
ch’avrei posato le mani sulle tue spalle
atteso che ti voltassi lentamente
per baciare con bruciante desiderio le tue labbra,
fra una nota e l'altra, sempre più distanti,
scoccate da mani ormai quasi ferme.

Valicando la porta della tua camera,
sfumava nell'aria Chopin...
un preludio di carezze e di baci audaci,
un étude di epidermidi vibranti,
e, infine, un notturno,
prolungato abbraccio.

È vero, amore,
non sono mai riuscito
ad ascoltare per intero
un notturno di Chopin
suonato da te.
 
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Profilo Autore: Falug*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-06-2015

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