Fissando il mare là dove è retta,
dove l’azzurro cede azzurro al cielo,
vorrei davvero, amore mio,

che la collina ad Ovest avesse occhi
grandi come chiome di magnolie
per guardare non soltanto il verde;

che la città alle spalle avesse orecchie
larghe come piazze a notte fonda
per sentire non soltanto il vento;

che il cielo sopra noi avesse nasi
smisurati come silenzi dentro cubi
per odorare non soltanto i boschi;

che tu, amore mio, avessi labbra
strabilianti come quelle d’una fata
perché io goda d’altro.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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