Sarai meglio di me,

la certezza a volte costa poco,

quanto lo zucchero nel tè

pensando a un nuovo gioco.

Oscilla -allegra- ogni tua ciocca

mentre giri il tuo cucchiaio,

e la tua vita è (oro) d’oro in bocca:

la mia osserva, dal fondo del secchiaio.

Risalirai le scale e si aprirà la porta,

quando ormai saran trascorsi i mesi e tutti gli anni,

ma dei tuoi errori dirò piano “non mi importa”

conscio del mio peggio in solitari danni.

Una coperta e la sua polvere a sonnecchiar sulle mie gambe,

ormai vecchio mi riposo mentre il tuo mondo stringi in mano;

nostalgiche visioni, nel fumo di una pipa, sono le mie memorie strambe,

e stringo, e osservo meglio la tua foto, finché ti sogno dal divano.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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