Se solo tu sapessi

figlio di queste ossa

l'odore di stantio

che occlude il mio penare





E quanto amore striscia

in curve strette e assenti

a sorseggiare infuso

che seda furie e grida





Calende a suggerirti

fiabe di cuori spogli
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Fratelli



in scala all'età ci si racconta sempre per poi saltare al sesso

ma non c'è sesso tra fratelli di un'unica casa e vita

Si chiamava padre il Re di famiglia e madre, Regina

Tutti mi videro ai fragili vetri mostrare sgomento nell'aria mia nuova

e nell'incertezza che andavo vivendo seguivo il dito a croce di un prete




Sei più due, otto




Eravamo.

Il numero giusto che Dio volle per noi perchè noi siamo giusti

di sbagli e medaglie che appesi alle pelli portiamo nel tempo

che sia esso bigio o raggio del giorno e la luna lo sa
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Profilo Autore: Aita Carla  

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T’ho visto sempre simile

tormento d’anima  

sposata a mie torture

lo sguardo perso

che ora arde

e ora tace

poi si riaccende

di nuovo

attento alla particola

pronto a difendere

immensità

senza apparente nesso

che invece dentro canta

e tu ne esegui altero

il ritmo e l’armonia

senz’ombra di pensiero vile.

Ho visto inebriarti nel mistero

ho visto

lacrime tue senza materia

asciutte

di tenerezza immane.

Ho visto lunghe mani tese

verso un dolore percepito

mai mosse per colpire.

Ho visto riccioli arruffati

parvenze di disordine

che è ordine complesso

nella precisa mappa cosmica

assente al velo d’occhi crudi.

Ho visto ombre

nere

sgretolarsi nella luce.

Mi è caro tutto

anche l’approccio fisico

le scie peripatetiche

ed il rumore

dei tuoi talloni sul parquet.

T’ho visto oggi uomo

negli occhi gioia lucida

e tutto come ieri

come sempre.

 

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Profilo Autore: Diego Bello  

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Volteggiano ricordi, memori d'attesa ad anni,
battito di ali a spolverar visioni.
Oh padre, fumo a destar offuscate immagini,
su quel ponte per Montequarcino.
Triste involucro di dolore,
mosaico di bene, musico dai toni amorevoli,
fiore a profumar d'amore.
Oh Padre m'amasti e amorevolmente t'amai.
Ricordi non vi lasciai morire,
su zolle di terra lasciasti il sudore e,
mazzolini di fragole selvagge,
dal buon sapore a profumar d'amore.
Tempo ad offuscar ricordo,
giorni, anni di lontananza,
assenza ad impartir comando.
Oggi quell'ombra tenue si risveglia,
nell'iride di una donna.
Padre riconosci quella bimba?
Quelle manine che amavi tanto?
Oh! Manchi al cuore, alle parole,
alla vita che avanza, ad ogni evenienza.
Manchi al mio amore...

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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e non crescono più ciliegie
nè fragole
ai bordi verdi dell’aspettarti



Di fiori sacri
non ne colgo più


Ma era Maggio nei tuoi golfini
a sera
e nei miei passi acerbi
ad echeggiare i tuoi.





Rimani nel mio passo


marziale 


a riportarti



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Molto lo amò nell’innocenza,
n’esortò e guidò l’adolescenza,
da adulto ne spronò la coerenza,
lo consigliò, subì l’indifferenza
senza alterarsi, senza criticare;
gli insegnò a vivere e ad amare.
Niente intaccò la sua pazienza:
arroganza scusò e noncuranza,
addobbò le strade di clemenza,
donò senza cercar riconoscenza
Fu presenza costante nell’aiuto
lo soccorse minuto per minuto;
fu sostegno, difesa, protezione
mai s’avvilì, né perse la ragione.
Genitore e padre con coscienza,
premura, affetto, onnipresenza.
Più del necessario gli concesse
certo che una luce s’accendesse.
Troppo diede e sperò inutilmente.
I suoi occhi corrose con il pianto
ma il dolor disfece la sua mente.
Sorte crudele di chi ha amato tanto.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 27-01-2016

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coltivazione-del-melograno_NG3[1].jpg

A febbraio
con i mandorli in fiore
scalpitando venisti alla luce
fra una cascata lucente
di coriandoli e stelle splendenti.

Fosti il mio fiore più bello,
il regalo più caro
donatomi in quel giorno
che il cielo sciorinò
in tutto il suo splendore.

Più tardi mio bambino
ti tenni per mano,
ti presentai al mondo
e t'accompagnai
nel tuo gioioso cammino.

Mi proposi
che tu non smarrissi la strada
da percorrere...

ancor oggi che sei adulto e padre
fai parte della linfa
che scorre nella mia pianta
a cui hai sbocciato
un prezioso fiore profumato.

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Profilo Autore: Grace D  

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Forte al seno
trattieni bimbi addormentati
e latte come fiume che scorre
per saziare
madre pura come giglio
nei tuoi occhi veglia il sonno
che non riesci a provare
dal tuo ventre creature sono nate
tra i singhiozzi respirando a fatica
le tue labbra colme di baci
per cullare san di miele e dolci ninne
sei smarrita
e a loro tu ti stringi
trai forza dai virgulti
che con occhi estatici osservano
piccole farfalle le manine
s'aggrappano a te
e ti stringono piu' dei lacci
son cordoni ombelicali

che mai più recidere dovrà
sei amore puro, amore vero
infinito e senza fine né peso

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Abitava il sussurro d’un principe azzurro
e dai suoi quindici anni se lo modellava.
Glielo portò la sorte e lei gli aprì le porte.
Snobbò tre figli e moglie, i sette lustri in più,
il logico effetto di gelosia e sospetto,
valor di gioventù, di libertà e diletto,
e che l’invaghirsi non era come amarsi
Se pur in gabbie d’oro fu magro que tesoro.
Per la giovinetta il tempo ebbe fretta,
a soli quarant’anni le strappò l’alloro.
Si ritrovò sbranata da nuda libertà,
ed ebbe l’impressione non fosse più realtà.
Meditò parecchio la voglia di rivalsa,
tutto da rifare, nessuna mossa falsa
e consultò lo specchio di tanto tempo fa:
ma non trovò la bella di quel tempo in là.
Si riscoprì disfatta, inutile, inservibile
le sembrò incredibile ma era verità.
La realtà passata l’aveva consumata
ormai il gioco dolce e il peso allor leggero
non le sembrava vero, ma era gravità.
Si rattristò, ne pianse, si ritirò per sempre,
da quel fatal settembre mai si perdonò.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 27-01-2016

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Tramonti senza luci
e senza vita.

Giorni da inventare
fatti di vuoti e di difficoltà.

Ma la svolta è dietro l'angolo
la vita che mancava rinasce.

Le luci tornano ad illuminare
i tramonti.

I vuoti si riempiono
di sorrisi.

Le difficoltà
svaniscono nel nulla.

Il tempo
non esiste più.

L'anima torna
a volare leggera.

Con i sorrisi
intorno al tavolo. 

Si ritorna
a fare festa.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Nonna

Ho ancora le tue parole

Che mi echeggiano in testa,

sento ancora la tua voce,

nonna;

e in tutti questi anni,

nessuno è stato

solo come me,

senza di voi,

nonna,

se potessi rivederti,

e non ci lasciassimo più,

quanti rimpianti

e rimorsi,

quante cose vorrei dirti,

e chiederti scusa,

nonna,

pensa a me ,

dove sei.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Parte di me

Quell'attimo
sei
fuggente
ove
rivedo
del mio crescer vissuto
attimi
inverosimile uguaglianza

Ora
nell'anima sobria
comprender
più intimo
so te
parte inestinguibile
mia interminata emozione
essenza evolutiva


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Profilo Autore: Silvia De Angelis  

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Mia zia, colta e pia,
viveva in compagnia,
suo unico piacere,
di libri e di preghiere
e coi suoi novant’anni con cui parlava spesso.
libando al buon Barbera,
costante li curava e se ne compiaceva.
Trascorreva il giorno a leggere e a pregare,
ma, costumava a sera parlare con Gesù.
Una di queste disse:
<Signore Onnipotente,
Tu sai che la tua serva ormai non vale più,
sono pesante e zoppa, curva nella groppa,
il mio cuore frena e m’offre poca lena.
Anche se poco vedo, provvedo alle mie cose,
innaffio le Tue rose e tanto mi consola
legger la Tua Parola.
Il mio orecchio è sordo, ma sento quel che dici,
di quei tanti amici rimani solo Tu.
Ora vorrei pregarti, permettermi di osare:
se dovrai bussare per caso al mio portone,
vorrei farti passare qualche metro appresso,
di là c’è un altro ingresso.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 27-01-2016

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Il giorno impallidisce il firmamento

dai bordi di una notte malandata,

il sole sembra tendersi a rilento

sul passo della luna sconsacrata.




La voce tua rimbalza da un pensiero

all'altro fino in fondo alle radici

dell'anima, dei sogni più felici

da cui nascesti all'ombra del mistero.




E penso che sei tu la mia Poesia

più bella, quella scritta sopra un velo

di cielo per tenermi compagnia

nei versi del suo più prezioso assolo.




E penso che sei tu la meraviglia

di questa vita stanca di vagare

nei giorni che si affogano nel mare

del tempo...sei l'aurora che mi abbaglia.
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Profilo Autore: perlanera  

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La strada è difficile;
sii obbediente e docile,
tutto sarà più facile.
Sii educato e caro
con tutti
la gentilezza non costa danaro
e darà i suoi frutti.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 27-01-2016

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