Spaesato
da tutto questo
quasi -combatti o fuggi-
non ho più segreti da dirti.
La brezza del sogno,
oramai,
ha trovato
la sua forma
da pio parassita
proprio nel nostro
vuoto mentale.
Nel nostro
nido.
Ed è qui,
tra l’eterno
e il temporale,
che ansia ed angoscia
generano il principio
di ogni pensiero,
come fosse
una
lunga
vertigine.
Tu sei taciturna,
concentrata a cercare
i residui dei sogni di ieri.
Invece io ti parlo
con gli occhi,
intanto che aspetto
che la malinconica
inesorabile avanzata
dell’abbrutimento
la smetta,
per un attimo,
di perseguitarci.
Amo quel momento
che si dimentica,
che non si è
più sicuri
di essere:
il prima che
si faccia
alba,
e
l’appena dopo
che si è tornati
a dormire.
La vita
fino
alla
prossima
levata del sole,
quando canta il gallo
e piano piano si sveglia
il mio subconscio malato.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: Charlie  

Questo autore ha pubblicato 614 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.