Trascinai l'eremo delle tue labbra
nel recinto della mia follia.
Soggiogando l'effluvio delle pulsazioni,
spogliai il tuo corpo un petalo per volta
soffermando le mani sui turgidi sorrisi del piacere.
Ero tempo d'intervallo interposto nei tuoi dirupi.
E scrosci di temporali
E valli inondate di gemiti
E grondaie gocciolanti
E tutto nell'attimo
che nell'attimo è tutto.
E quello che vissi non so.
Se spazi potessero racchiudersi nel palmo di mano
potrei ancora sorreggere le tue voglie.
Ora che son solo vecchio scritto
mi diletto nel polveroso sonno
che questo baule mi concede.
Mi crogiolo nell'abbandono d'una notte senza notte
dove anche una poesia
può essere letta al buio.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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