Come Apache che silenzioso aspetta
segnali di fumo dalla collina alta,
immobile sulla distante duna
davvero il fiero non si riconosce.
Le nostalgie cede all'orizzonte,
al quasi uguale azzurro con il quale
parlava per sputare confidenze
al nascere dei sogni più urgenti.

Ma ora altro non fa, più non si muove,
nel ghiaccio dell’età è cristallizzato.

E pensare che tanto tempo fa
se ne scappava dalla vecchia tenda,
sassi e paure a pie’ nudi schiacciava,
polvere alzava giù per il sentiero.

E mentre la sua tribù spariva,
il cuore in oro bussola mutava,
tracce di sale sempre più seguiva
per inchiodare mare come freccia.
Quindi, seduto tra onda e rena,
dentro i riflessi l’anima specchiava
e ,unghie ad intaccar sabbia e miraggi,
capace era di trovar tesori immensi.

Sulla distante duna oggi è cambiato
assieme a luce ch’ombre non rischiara.
Il fiero è stanco, meglio non distrarlo.
Avrà vissuto forse troppo in fretta.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 124 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.