Hanno ragione gli altri, quelli che fingono di non sapere

quante bugie servano per figurare tra gli onesti:

quei bugiardi che credono tutti i bugiardi

incapaci di dolori alla coscienza.

Si mente per strappare, o guadagnare, il diritto che ha chiunque

ad essere se stesso, perché le normalità ammesse

vanno strette a tutti, soprattutto a chi le vuole – per gli altri–.

Si finge di non saper recare dolore, almeno quanto

si nasconde il male che si prova ricevendone:

prima si travestono a carnevale le lacrime tristi,

poi, basta abbassare la traiettoria degli sguardi.

Danzeremo, immobili, chiedendo un bacio solamente

– nascosti e pieni di paura –, tenteremo strade nuove,

senza mete, fino all’infinito: granai vuoti ai nostri inverni

e siccità perenni alle estati dei nostri amori.

Saremo ciechi ancora una volta, un’altra ancora, o altre cento

–come gli anni di chi ne ha venti persi e cinici–

a fingere, fingere, fingere che non sia dolore

il dolore che ci danno le ragioni degli altri,

quelle dei bugiardi onesti.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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