Su scalini di ghiaccio

tanto vicini al clou di dissolvenze

favoleggiamo di richiami.

Tu gettamene ancora, che non siano

soltanto serici di bianco aconito

ma ellissi da girarci dentro,

ciclicità del poi.

La nostra vita mai estranea

declama libagioni degli anemoni

a primavera, corone solari

in un furore tacito

di congiunzioni.

Supereremo le nuvole e il tabacco

sulle panchine estive

al torrido di frutti, rossicupi.

Poi atone foglie arriveranno

a rivangare arie oscure

con lo stormire a cullar la pelle

facendosi tempesta

dalle fughe più dolci,

a trascinare.




 

 

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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

poesie profonde*
+1 # poesie profonde* 20-02-2019 07:36
Stupenda soprattutto nel suo stile davvero unico. Un carissimo saluto
Ibla
+1 # Ibla 20-02-2019 09:16
Bellissima questa poesia! Mi ha davvero incantata.
Mi è sembrato come vedere un film d'autore.
Un saluto da Ibla.

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