Che forma avrà il tuo pensiero?

Un sasso adagiato, un varco ombelicale

una scatola nera, una vela? 

che importa quel che i manuali dicono

se penso ad ali con radici al cuore

e un fantasma buono spazzare via

dall’aria ottundimenti.               

E tu galleggi, peso nobile

sulle nostre teste precise

per cui disperi,

dai tuoi disegni diurni

piegati al buio

come fanciulli zitti, castigati.

Eco dolce e terribile

la tua parola pura

alla strada, ai telefoni

a chi ha saltato il fosso

se questo mai bastasse

a pensarlo, l’ultimo gelo

più simile a uno scioglimento.





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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-07-2015

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