Ne aveva novanta ma non li dimostrava
una sola stagione un solo pensiero
restava ai cinquanta e si vantava,
da buon seduttore seguiva il sentiero.
Suadente le disse: “Se vuoi io ti sposo“
ti sposo domani e ti porto a Parigi”.
Era ciò che voleva la bionda moldava,
ormai s’avverava progetto e prodigi
che da tempo lei programmava.
Passarono i giorni da allegri e beati:
premure di un lui, di uomo gaudente,
lei con l’impegno per due innamorati.
Predisposero il giorno, inviti, la lista,
albergo, vestito, pranzo e l’orchestra
tre giorni soltanto alla data fissata.
Come ogni mattina, aprì la finestra
per dargli il saluto di buona giornata,
non cenni di lui e imposte socchiuse
sotto il portone la gente accalcata.
Scese correndo, cercò, si confuse.
“È morto mia cara, è finita la festa.”
Sorpresa, stupita, mirò fisso avanti,
girò su se stessa e piegata la testa
tornò verso casa con ira e rimpianti.
“Ti porto a Parigi, domani ti sposo”,
un tal strepitò: eterno riposo”.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 27-01-2016

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