Mayday, mayday:
non c’è più vino sulla tavola.
Mayday,
adesso è spenta la mia favola. 

Dalla torre di controllo
il silenzio del deserto,
qualcuno stritola il mio collo:
c’è un ospedale non aperto. 

Semina di paranoie,
la solitudine mi insegue
e in una notte persa a troie
il mio istinto spreca sangue. 

Non rimbocco più le maniche,
dolori mi spaccano le ossa
(ho rincorso troppe macchine):
automatico scavarsi di futuro in una fossa.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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