Il groppo teso delle nuvole
m’accompagna
poi recede nella bussola di baci.
A raccoglierli, si trascinano in insonnia.
Sono gocce: una e quante
e poche -polverizzati sorsi-
I mesi caldi i mesi freddi,
tutto addosso.
Le tre di notte nelle foglie appese
in sintassi di membrane
in casa cieca
alle tre di notte correre
perché sia presto giorno
perché s’impasti la memoria
al più vicino acronimo
gridato piano, riaffiorante.
Vorrei tastare nella luce questo amore
innaffiare il fiore.


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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-07-2015

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