In questa notte che tosta m’insegue
quasi un esperto ladro fossi adesso,
io chiedo aiuto a Dio e ad altri
chiamando i loro nomi all'infinito.

Mi tocco il viso - lo sento liscio -
e poi i capelli - moltiplicati a vista -
e gli occhi spalanco a dismisura
per non indurli al precoce sonno.

Nel buio rido, faccio fesso il buio
e una luce quasi sempre uguale
si mette in mezzo tra le mie paure
e mi ubriaca, mi colora e dura!

Con un così fausto soccorso
riporto indietro, quasi a spasso,
il tempo che nel tempo mi divora.
Il mio letto lo sto chiamando treno.

Sono un vigliacco o non so che cosa,
domani ristrapperò un senso alla vita,
solo che adesso in questa lunga corsa
io so di non rimproverarmi affatto.

D’improvviso divento piccolo…

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 173 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.