Avvoltoi, mi smembrano la carne
famelici, un'aquila mi divora
il fegato. Ma cosa potrei farne
adesso che il volto mi si scolora?

E gli avvoltoi ignari e tetri uccelli
la tavola imbandiscono di pezzi.
Parole come lame di coltelli,
Li tagliuzzano sanguinanti e grezzi

Ed usan l'ossa mie come forchette.
Prendi i miei pezzi, Aquila, e vola
divorali nel tuo nido e consola

I piccoli tuoi nell'urlo amaro
della notte, poi falli tutti a fette.
La natura non ci dà altro riparo.

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Profilo Autore: Giulia  

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