Leggevo le sfumature della collina
mentre una leggera e tenue calura
avvolgeva i vigneti.
Pietre e carri sapevano di polvere
e un nero cavallo
si districava tra le file d'uva,
lasciando dietro di sé orme profonde.
Nel tempo di giugno i versi
s'appuntavano nella bellezza del creato.
Potevo dipingere con la mente
e i miei sentieri portavano ad una chiesa abbandonata.
La voce del Signore
inondava i campi dell'animo
e una pioggia d'amore
bagnava ogni passo della vita.
Ancor oggi sono quello che ero,
con le mie mani
colme di passato e futuro...
E un Sole rosso mi prende per mano
tra mandorle e gazze
nel cruccio d'una cicala
che attaccata a un pino
canterina se ne sta.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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Commenti  

Marinella Brandinali
# Marinella Brandinali 22-06-2019 18:42
Molto bella complimenti sei sempre bravissimo un saluto
Libero
+1 # Libero 24-06-2019 11:02
Più prosa che poesia, ma il limite è valicabile per la riuscita descrizione della realtà e per l'elegante presenza di limpide metafore. Piaciuta.
Simone
# Simone 24-06-2019 18:15
Poesia pura come il tempo e i luoghi di sogni e ricordi...tra le più belle che ho letto..le faccio i miei complimenti un giusto omaggio sinceramente sentito

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