Lo specchio immobile di uno stagno
coccola
il bianco sbiadito di un cigno:
fischietta con calma,
dalla veranda in sambuco,
una amaca paziente 
che prepara tabacco.
Un abito di quasi niente
accarezza con l'acqua il suo piede
in un giardino infinito,
senza pali ne reti,
che avvolge 
l'enormità microscopica
di una casetta di legno 
colma di un tavolo e un letto.
Ore pigre,
l'amicizia di un libro, 
gesti lenti e una sedia annoiata
sulla riva fangosa:
campanelle selvatiche 
attorno a un bicchiere
di vino rosa.
Sogni d'estate 
in un cocomero fresco
(la cena),
e lasciar chiudere il sole
per abbracciare la sera.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 07-07-2019 20:46
Stupenda poesia coinvolgente, complimenti.

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