Mi dici che sei bolla di sapone
ma toccandoti sento il vetro;
mi dici che sei vetro
ma toccandoti sento la plastica;
mi dici di essere plastica
ma toccandoti sento il plexiglass.

Non dici altro.
Ti tocco tremando e sei acciaio.
Ti guardo tremando e sei acciaio.

Non più trasparente: che ne è del tuo magnifico vuoto?
C'è solo il mio riflesso
rovinato da un rivolo
e allora scelgo di annegare -so che così sarà-
in un fiume in cui si tocca
ma che vuol levigare la roccia. 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Alessio
+1 # Alessio 05-07-2019 22:24
Mi è piaciuto l'utilizzo dei materiali con il loro significato. Un saluto
Davide Bergamin
+1 # Davide Bergamin 06-07-2019 03:37
Una poesia che la si vive nel leggere. Bella. *****

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