Nello sbiadire di un ottobre che non sembra,
odori di stagione triste
prosciugando in giorni che vorresti miti
(passi di pioggia e fresco nebbia).
Ci rincontriamo, adesso,
nei nostri autunni insoliti:
tu che trattieni le tue foglie,
io che ostento tutte quelle che non ho.
Ombreggia ancor di un verde secco
il viale d'alberi coprente i chioschi,
ed una strada impolverata
accoglie grida di bambini 
che inventano vecchi giochi.
Sei diventata un limbo per amanti,
un anticamera senza porta 
per quel giardino colmo
della povertà dei ricchi 
e di personaggi d'alta moda.
Di tanto in tanto mi riprendi,
accettandomi così,
anche se nascondo nei tuoi scorci,
trasformati da un'aria che di certo non è tua,
la mia stagione di ricordi
(quella vera), 
quella che in questo ottobre,
ormai consunto,
pare non essere
affar tuo da raccontare.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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