Pare all’orizzonte una tesa corda
Il mare onnivoro, divoratore
Dove vivono d’una morte sorda
Antropomorfe forme di vapore

Sorte dal degrado dell’alba atroce
Su cui s’avventano sguardi cariati
Relitti vacui di una vana croce
In mezzo a rughe di scogli immutati.

E quando cadavere sarà il sole
Qui ancora giaceremo senza nome
Commensali della desolazione

Navigando sulle infernali gole
Con volti storti e inerti come
Scatole ai piedi dell'involuzione

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Profilo Autore: Giulia  

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