E senza neppure bere il suo nettare,
mi condusse con sé Bacco
e fui già ebbra della sua mano nella mia,
dei suoi passi davanti ai miei,
delle sue inebrianti promesse.
Sbronza già del vino ancora da bere,
ubriaca nelle labbra per ciò che avrei assaporato,
profusa nella sbornia da centellinare con sete ardente,
ero lasciva e senza inibizioni,
mentre Bacco toglieva le mie vesti,
una ad una, come si spoglia un grappolo d’uva.

E Venere nuda appariva
come il sorgere dell'alba infuocata
tra monti di smeraldo acceso e cieli di zirconio
e il suo silenzio era argento
e il suo sguardo fulgido era oro colato.
E aveva un diadema di potere sulla fronte
e guardava e vedeva ciò che il mio cuore le cantava.
Era lì, una libagione per le mie membra.
Ed io, dolcemente ebbro, bevvi ancora da lei
finché venne il momento in cui, perduti,
contammo le stelle.
Una ad una, come si spoglia un grappolo d’uva.


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Profilo Autore: FlorYana  

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