liberare vorrei, un’orma

d’ossa che odori ancora

dal peristilio

di terra rinverdita

e sottocute un tempo celestiale 

nettare d’ogni cellula.

che spreco non ci affligga

né ristagni sussurro

alla bocca del sonno

-la vena irragionevole

sorda, straborda

anche all’elice piatta

del lago.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

Ibla
# Ibla 02-08-2019 00:16
Versi superlativi, come sempre.Un saluto da Ibla.

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