In sella ad un cavallo bianco
mi avviai dall'alba verso il giorno
per poi, oltrepassate le colline,
con un inchino salutar quegli anni,
gli stessi che ora chiamo giovinezza
e che allora non avean nome.

Scendendo di gran fretta a valle,
a lungo mi fermai nei verdi angoli,
poi cercai il mare e sazio di emozioni
mi abbandonai al suo perenne abbraccio.

In seguito, odorai di uomo
e mi tuffai nei fiumi dell’amore.
Conobbi pure i duri labirinti
a prima vista di città qualunque
solo che quelli eran del Meridione
così che mi inventai nuovo Teseo.

Intanto che la vita andava avanti,
che i chilometri me li bevevo tutti
tra gli insistenti sguardi al mio futuro
e le carezze del passato prepotente,
ahimè ho smarrito il filo portentoso
e quel cavallo non l’ho più trovato.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Commenti  

Kate
+1 # Kate 10-10-2019 16:11
molto bella e lievemente malinconica. incantevole quel "in seguito, odorai di uomo".
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 12-10-2019 17:42
Emozione molto intensa, bellissimo testo complimenti.

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