Qui si innalzò
il freddo delle distanze, precisa
mutilazione di pezzi di vita.
Chilometri  e chilometri
di sguardi persi,
si sparava agli slanci, qui
si abbatteva la libertà
il pane buono, il viaggio.
-La donna ha confessato
ha mangiato zucchero del nemico,
avrà una nuova identità-
Viaggi, quanti finiti
in brevità, col volto raggelato
dal compagno fratello
e ogni radice tagliata.
Ne raccontava la rosa deposta
sul muro, un’asola rossa di sangue.  
Quel profumo di morte
infine ha stremato le guardie
di novembre -mani traccianti,
ognuna afferra la sua chiave
di fuga, scheggia la pietra a presidio
di terrore e tristizie.
Si apre la prima breccia,
tutte le altre frantumano il silenzio.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 675 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Morgana
+1 # Morgana 10-11-2019 12:00
Intensa ed Amara. Complimenti
Kate
+1 # Kate 10-11-2019 19:33
Una meraviglia. In certi versi avverto quasi echi di ribelli condannati alla fucilazione.
Tea
+1 # Tea 11-11-2019 14:25
... molto bella bella... ciao

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