Perché scendete le scale, avidi rumori?
Di notte, per elezione,
soltanto io dovrei esistere.

Staranno impazzendo
i misofoni del silenzio.

Ci vorrebbe un incendio troppo grande
per celebrare il passo chino
della processione di un vecchio
che medita una pisciata al muro
scrutando le stelle finite.

Ma il bricco sul camino
non può darmi di più.

Però è l'ora di quei film
che finalmente ti degnano d'una parola.
Quelli che senza pretendere niente
dicono abbastanza.

Che faranno le follie in giro?
Solo la bella di notte
ha il lusso di potersi sgualcire.

È così che, dopotutto,
lavora una guardia in guardia.
In piedi, ma sdraiata su un divano.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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