Lettore casuale

e rognoso quanto l’animo di quest’uomo

che nel focolare domestico pone questi

tre destini in buriana… tra vergogna

e l’oblio dell’ altrui disperata condizione.

Il sogno di nuovi paradisi che ripaghino ciò da cui

MastroPoeta è stato esiliato, elisio di nicotina

e alcool che permetta di abbandonarsi alla menzogna

di nuove sensazioni di colori, musiche e profumi insiti

nella sua calotta cranica passibile di inattivazione

dopo mesi di amorevolezza, cure e manna.

Oppure il vagheggiamento di andare lontano, partire

verso ciò che è diverso e insolito che trova radici

profonde nella percezione di volontaria prigionia.

Radici letali in egual maniera a quelle di belladonna.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Lettore casuale

e similmente al mese di Giunone,

pari ai piovaschi chivassesi,

callido nell’ addentrarti come creatura

giovinetta nel torso, nelle carme…

percepisci lo stato d’animo di

MastroPoeta paragonabile a un sentimento

di noia, per tua congettura.

Ardore che assume la forma di un vero

e proprio tedio esistenziale per una fanciulla.

Questa situazione di conflitto e ambivalenza

emotiva è sentita dal poeta affine al donchisciotte.  

Ma il punto di partenza da cui muovono tanti

suoi atteggiamenti è la sua coscienza di uomo,

di elemento con il proprio trasporto.

Estraneo al mondo in cui vive… con le sue lotte.

Tale coscienza di diversità, portata a cottura

nel modo in cui si fa col pane, guerreggia

col vergine impulso che approda alla cupa accidia.

Ed esercita il ruolo di scolta.

Colei ne diviene consorte ed in un

lasso piccino dà alla luce il frutto

che somministra al sommo un tono di euforia.

O sovente approda a un atteggiamento di rivolta.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Proveniente da un viaggio antico
sulle vie del silenzio,
avendo incontrato
sul fiume del tempo
il nocchiero che traghetta
le nostre memorie,
mi accorgo di quegli occhi
che dovrebbero essermi estranei
e che invece riconosco.
Tornando
dai vicoli oscuri del passato,
coscienza randagia
nei meandri della notte,
mentre il sogno si replica
e un vecchio profumo
solletica il naso,
ti vedo , illusione tra le illusioni,
immagine tra le immagini.
Prendere corpo
nella più grande bugia,
la realtà che di vero
ha solo l'abilità autentica
all'inganno.
Noi semplici ologrammi.
E quel viaggio sappilo,
ora di colpo comprendo,
non c'è mai stato.
Nessuno mai partito,
nessuno mai arrivato.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Poi mi sono immersa nei pensieri
guardando il mare
affondando le mani nei granelli bianchi
e polverosi della sabbia .

Quello specchio  è un racconto che parla 
e mi ricorda il nostro bacio ,
i giochi tra le dita in un cerchio ,in un quadrato,
svaporata una spirale sfugge lo sguardo dove 
la luce si mescola con le onde lattiginose
tra le pietre sfumate arrotondate dalle maree.

Senza calca il crepuscolo
abbozza pennellate screziate sull'acqua 
le seguo con gli occhi
mi perdo

ho le guance rosse
un dipinto scarlatto di pace e silenzio mi avvolge 
come un vortice di Van Gogh

e poi si fanno

accese piccole stelle nel cielo.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

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Se tu mi blocchi
si spezza il fuoco
anteriore esiliato profilo di un altro!
Fumo gelata l'esistenza 
tra i rituali di attese e celebrate scadenze
accartoccio errori equilibristi incendiarsi
oltre l'oscuro nembo!

Tracima l'astro opaco, esita,
dalla sanguinante luna 
io di follia muoio
esausta!

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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Lettore casuale

ed egualmente al poeta asservito

a sublimità e bassezze dell’uomo,

colgo il rifuggire con biasimo la realtà 

attuale agognando rifugio nell’elusione

dalla normalità nel donarsi alla mestizia,

complice di un aspetto allampanato,

e che diviene sintomo di una sensibilità

superiore capace di infornare tali carme.

Di dare adito alla stesura di lirismi e a una

sequela di eventi dal fetore del tuo

routinario: con MastroPoeta non c’è scelta.

Dinanzi a un tale studioso di problemi estetici

… si dovrebbe prendere ammaestramento

dal trace  che abbisognava oltre che di

ardimento e schinieri, di preporre sica e pelta…

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Vorrei poter stringere mani,
discernere il Verbo e
comprendere il senso del senso.
Vorrei parlare del bene e del male in misura eguale,
come eguale è l'anima dell'uomo,
nell'esser tale.
Vorrei che la gente potesse guardare veramente i miei occhi
e capire quello che io penso,
quello che io sono.
Vorrei un luogo dove il semplice insegna al complesso,
dove il maestro ascolta l'allievo.
Vorrei una dimensione dove tutti fossero se stessi,
tra difetti e pregi,
ma che i difetti fossero veri
altrettanto quanto i pregi.
Vorrei che tutti entrassero nella mia casa
per banchettare accanto al fuoco dell'amicizia.
Vorrei la cecità per vedere meglio gli sguardi ipocriti della falsità.
Vorrei avere l'intelletto per non comprendere le azioni,
vorrei agire non avendo intelletto.
Vorrei essere tutto e nulla,
se nulla volesse dire essere se stessi sempre,
allora lo abbraccerei certamente per un eterno tempo.
Vorrei leggere l'animo dello scritto,
non lo scritto in animo,
quell'animo che ferisce e non lenisce,
quell'animo vuoto di se stesso e pieno di altri.
Vorrei essere io nei limiti e nelle cose finite,
nel brutto e nel bello,
vorrei essere io nel rispetto dell'uomo.
Vorrei proferire ciò che il sentimento mio comanda
senza che il comando proferisca sentimenti,
biechi, silenti, sotterranei.
Vorrei comprendere molto meno di quello che comprendo
e visto che vorrei
per una volta lascio il condizionale a chi è condizionato
e nel rifluire dei versi porgo
inchino e riverente saluto alla poesia
e sul greto d'un tranquillo fiume movo li gioiosi passi mia.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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Lettore casuale

e restio col poeta maledetto… maledetto

per aver tentato di guarire il mondo

in mancanza di aver saputo guarirsi lui stesso.

Davanti a quella che è la formatura

delle sue carme,

davanti al poeta e lui medesimo davanti

all’ultimo laudanum, l’ultimo troppo spesso

oserei dire che nel suo lasso di tempo

errabondo lasciata dapprima la frescura

delle palmizie caraibiche alla volta delle notti

d’Ibiza si crucciò di obliare in fastelli

la propria egloga.

Dopo aver presa terra sulla playa iberica,

si consumò l’introspezione di MastroPoeta che  

stette in alloggio a pigione nei liguri budelli.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Quando muore il giorno

tra le mie braccia esauste

mi racconto nell'ombra

senza trovarvi un senso

inconsciamente mi divido

dalla vita all'essere calma radice

ma tutto è il punto in cui sono

e nel vasto informe lare interiore

l'anima non è che amore

alieno al mondo

confuso abisso essere fecondo

mostra del cielo!

Riposa allora tra le forme naturali delle cose

la mia stanca voce

eppure ancora la odo

intonare gemiti estinti

di una luna che sale oltre la macchia.

Assisa tra cumuli

manca il dono per il quale amavo,

e tra i boschi e le mura di tufo

io vado cercandomi

smarrendomi in Astrale furore

in Templi di terra e sudore:

muoia allora chi io sono

l'essere mio essenziale

corpo senza corpo

carne del mio astratto nulla!

Che io sia allora

esaurita volontà,

e se la morte è la curva sbagliata

che la terra si inginocchi!

Sono ora il mio sonno

tutte le vite che ebbi in altri sonni

sono mare presente

nella mia anima, presente,

alla tua,

presente.

Il mio cuore è tuo,

che il tuo, è mio.

Vento, crocifisso!

Sorgendo dalla terra s'apre lontano

forma invisibile del firmamento:

ecco un uccello

serbare in corpo

onde di nebbiolina pace,

arroventata vita!

E adesso lasciatemi cantare:

oh sepoltura

siano domate con forze aliene

le visioni dell'anima mia!

Che taccia la voce

in riva all'afflizione

dall'opaco fulgore giallo di questa terra araba

io sono un Tempio

io sono una Valle!

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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Nessun pensiero, niente rimorsi,

nulli anche i peccati.

Impellente è il bisogno

di qualcosa o qualcuno

che mi renda sostegno

che mi tenga per mano.

Faccio un respiro, scivola giù

tutto è fuori… sto con me.

Difficile trovare le chiavi

quando non torni da un po’!

Ma entro, torno a me

al sentire più profondo

al sospiro più leggero.

All’orecchio assoluto

al palpito breve del cuore

ed ho sguardi infiniti che

non conoscono ostacoli.

Torno a casa, mi ritrovo,

mi abbraccio forte

sto con me…

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Profilo Autore: Giò*   Sostenitore del Club Poetico dal 22-08-2015

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Aspetto
che quel silenzio urli
tutta la rabbia 
e la tristezza
che mi devasta.
Che l'onda si schianti 
sulle rocce.
Attendo...
Che il lupo mangi la pecora.
Che la montagna crolli
e sotterri la città.
Attendo...
che la pace 
plachi l'ansia.
Che la luce del sole
lasci il suo tempo
al tramonto.
Aspetto che la notte
scacci via la luce.
Attendo che l'alba
plachi la devastazione.


L'immagine può contenere: una o più persone, nuvola, oceano, spazio all'aperto e acqua
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Fu quando
la ferita cominciò a splendere
che il cielo si fece stigmata blu
dentro ai miei occhi.
Ad un tratto il senso del dolore
divenne limpido
come fiala cristallina.

Fu quando
il silenzio aggredì
con il suo potere oscuro,
urlo sibillino dall'interno,
la mia bocca inerme
incapace di sillabe d'amore
che ne sentii l'urgenza.

Fu allora che il senso della morte
svelò il fiore scuro tra le sue spine.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Lettore casuale

e riluttante ad accoglierlo parimenti

ai salotti monzesi che allorquando

innescarono il suo aberrare altresì la rogna,

renitenti alla maledizione del poeta

risoluto nell’opinare il convincimento

di una compiuta sregolatezza dei sensi

per giungere all’ignoto, dalla fogna

delle vostre esistenze lo consegnaste

alla malinconia delle campagne canavesane.

E al chiaroscuro delle sue carme

che combinano ciò che vive a ciò che sogna,

finanche l’apatia dello stoico

e la meglio  espressione delle angosce umane,

sarai in condizione di lievitare in sagacia.

MastroPoeta è il guaritore dell’altrui carogna…

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Lettore casuale

e borghese come quella stessa società 

che lo obbliga a condurre una vita

asociale e scompiacente,

che lo rigetta dal giorno in cui egli seppe

leggere e fu poeta, e da allora appartenne

alla razza da sempre maledetta col malvezzo

di quaranta sigarette al dì e birra a pinte…

Insinuandoti nelle sue carme

che colgono l’essenza profonda della realtà,

impastamento caustico quanto castigato

e in grado di lenire le attese,

discopri in MastroPoeta il veggente in grado

di rivelare questa realtà sconosciuta.

Che non gli si lesini la giusta levatura fintanto

che le membra sue non si saranno arrese!

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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E ogni giorno scoprirmi
più spietata
mietendo con la falce del dubbio
ogni falsa certezza alla radice,
dissacrando culti senza spirito,
demolendo statue amorfe.
E ogni volta poi riconoscermi
in un frammento di fantasma
riflesso in una scheggia di specchio.
Il massacro della mia innocenza
ha lasciato fiori morti
e sangue sulle vesti.
Ho spaccato una pietra
della mia vecchia casa abbandonata
per lasciarle una ferita o un segno
del mio passaggio.
Ho bruciato la foto di un amante
andato via perso nel tempo.
Ho lasciato il traditore
appeso al mio patibolo.
Mi resta solo un cuore nudo.
Costruendo una perfetta distruzione.

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Profilo Autore: Sabyr  

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