Non so nemmeno più cosa provare,
sono diventato un maestro
nell'arte del dolore.
Le pareti nella mia mente
sono addobbate dai ricordi di giorni felici,
e da una finestra li guardo ripetersi continuamente.
Restan vuote le cornici ancora da riempire,
temo di non avere abbastanza tempo
per decidere tra vivere o morire:
le lancette di un orologio nella stanza dei desideri
corrono veloci,ed i miei occhi seguono la goniometria
in attesa di un futuro dai cieli più sereni.
Corono le mie fantasie in un letto matrimoniale
dove dormo da solo,
e la sola consapevolezza di queste parole sembra far male.
Io non sono altro che il mio riflesso allo specchio,
nulla se non guscio di polmoni ormai neri e cuore palpitante,
com'è possibile essere così giovane e sentirsi così perso?
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Profilo Autore: lorenzo  

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“Si torse nelle rocce,
del rosso flesse al picco.
Maree e scogli elevarono sabbie
e terre emersero dal sud”

Il pianto dell'ora parlò al vento
e scrosci appesi all'orizzonte
spensero l'umana frivolezza.
Rosa nel nero
e freddo tepore
accolsero l'iride del cielo.

Andavo così nutrendomi di me
nell'incosciente libro dei sogni.
Andavo attraversando ripide visioni
e pianeggianti certezze.
Andavo negli interrogativi
cercando loro improbabili sostantivi.

“Ti guardo falce della notte
mentre ti disegni sull'erto,
mentre l'eco del silenzio mi chiama,
mentre un pensiero nello spento giorno ama”

Sono carezza di neve nella stanca sera,
son ghiaccio nelle mani
son morte viva nell'ombra che scende.
Passo nel disperso passo
e del corpo sento il masso.
Urlo alla valle parole mute
ed echi rispondono alle solitudini.
Ti guardo ancora nell'immagine del solco,
nelle vibrazioni dei monti,
nelle orme d'un cervo
nel cadere vecchio d'un secco ramo.
Allora son ramo,
son roccia,
dolce fiocco,
passo e ombra.
Son cervo perso
e nel bosco del mio rimpianto
lascio sola traccia
in bianco manto.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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E un sorriso sornione mi accompagna
in una sera in cui l’ebbrezza procede spedita
bruciante d’ispida ironia
fluttuante in ellissi d’illusioni
ma piacevoli d’essere in questo danzare
in cui è lieve la linea che separa i suoni, le memorie
e l’augurio di trovare quella tanto sospirata via di mezzo.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Ho visto un angelo
non era bellissimo
la pelle scura, le ali arruffate.
Fluttuava sopra una moschea
ricavata da un capannone.

Ho visto un angelo
biondo e bellissimo,
d'oro e di seta vestito,
volava tra le cupole
e le statue di San Pietro.

Nel primo anno del Signore,
vidi un angelo,
le ali grandi, il volto severo
posato su una povera capanna,
vegliava il bimbo e la madre,
la madre stanca per il lungo cammino.

Ritornarono a Nazareth
nella loro povera casa,
ignorando templi e palazzi dorati.....
e l'angelo li seguì.
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Profilo Autore: Vittorio  

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Notte d'un tempo solitario, quando il tempo era in bianco e nero
… tra racconto e poesia...

Notte d'un tempo solitario,
accanto ai tuoi desideri,
sognando di essere ciò che in sogno...
Tu che alzi gli occhi davanti al presente,
socchiudendoli sul tempo lontano
cantami la parodia della nostra vita,
se una mai ne esiste.

“Grandine sul viso, amore sei proprio tu?
Sai non ti riconosco,
occhi misteriosi sulla pelle vellutata.
Stranezze, pensieri, paesaggi rincorsi insieme.
Frasi sconnesse poi ti guardo, sorridi?
Si amore sei proprio tu!
Cosa scrivo non so, parlo di te?
Non so, poi, solo poi.
Volare, dove? Insieme a te.
Un grande sogno, un amore libero come la polvere d'una rosa.
Rosa? Mai vista.
Stranezze.
Meravigliosi strumenti d'un piano ricucito con i fulmini d'un temporale.
Sei strano, lo sai?
Carezze dolci come una susina,
lasciata su un angolo del tuo cuore.
Questa sei tu, ma tu, chi? Ma dai lo sai,
sì amore sei proprio tu.
Sai non ti ho mai riconosciuta... e me lo dici ora?
Certo ora che ti amo come uno sprazzo di camomilla
bagnata da una goccia del tuo sorriso!”

Follie che appartengono a realtà forgiate con la cartapesta.
Si fermano sulle entrate d'umide grotte,
poi crollano nel profondo.
Disegni fluttuano nell'aria
mentre la polvere giace sulle voragini dell'animo.
“T'amo lo sai?
Vorrei dirtelo mille e mille volte,
ma i tuoi occhi guardano lontano,
gridano nella notte,
sono e sempre rimarranno loro.
Immagini in bianco e nero.
Ma quando la compri sta televisione a colori?
Svegliati bimbo mio!
Potrei chiamarti amore,
anzi ti chiamo amore perché non ho mai spento il video.
No così non va, perché no?
Perché ti amo, perché sei sempre tu.
Non cambiare mai.
Io ho solo due canali sintonizzati, non ho neanche il telecomando!
La tua vita è a colori.
Prestamene qualcuno, mi son stufato di vedere i film in bianco e nero!

Siamo fatti della stessa ragnatela
che compone le anfore dei nostri giardini.
Ci incontriamo ogni giorno,
ognuno chiuso nel suo cesto.
Ci incontriamo ma non sappiamo spiegarci il motivo.
Le ore che compongono i nostri passi
hanno lasciato un'apatica traccia nel suolo.
Le lancette che fanno da contorno ai nostri occhi
percorrono strade diverse.
Si inseguono in un quadrante sbiadito,
ma non si raggiungeranno mai.
Solo in fine del tic tac preferito si offriranno al sacrificio.
Saranno differenti,
in un mondo composto da identiche logiche perverse.
Faranno parte di artefici, dalla loro stessa natura creati.
Potrei chiederti delle linee bianche
che solcano la monotonia delle tue mani,
ci aiuterebbe nella comprensione
dell'effimero che tutto avvolge?
Anche un timido saluto stramazza inerme nelle tue braccia.
Risposte senza domande, domande mai fatte.
Quando? Quando s'apriranno le custodie d'infranti vasi di creta.
Quando i colori vestiranno conchiglie blu
e i coralli d'oro brilleranno ancora
al rifulgere d'un raggio di sole
e le alghe s'abbandoneranno in inebrianti danze
e tutto sarà amore.
Forse, solo allora io sarò Amore.

“Volti sconosciuti conservano in loro gocce di sangue,
brocche ricolme d'acqua inondano i gradini del cuore.
Strade sbarrate dalla noia dell'inesistenza
s'interrompono nel nulla.
Pioggia scende, scende...
Tini dimenticati in spoglie vigne,
tornerà un'altra stagione.
Fra le siepi figure si muovono,
tonalità tagliate a metà dalla mano delle stagioni.
Poesia appoggiata sulle foglie d'autunno,
poesia sconosciuta,
come le folate di vento,
come la storia che si nasconde in noi...”
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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“Questa non è una poesia.
Mai lo è stata
e mai lo sarà”

Il pendulo gancio che il tempo sostiene
oscilla nel vuoto 38 volte.
Sostiene versi a esso legati
che d'inchiostro furono assetati.
“Sento il lento ticchettio del vento che lentamente bussa...”
Son lustri e lustri a guardare all'indietro.
Essi i primi or forse l'ultimi.
Vennero poi gli esili dell'anima
e di plichi preziosi custodi si nomarono.
Aprii nel mezzo a legger nuovo,
da lontananza consunte,
pagine desuete,
d' anafore a me sì consuete.
Pensare semplice trovo poscia strada
e anch'esso morì nelle notturne viole.
All'alba d'un vespro infine percorsi
della nera falce il vestibolo,
nascendo dalle mie ceneri,
conoscendo,
comprendendo il volto di chi non vive.
Ora so, ora vedo
ben oltre di quello che credo.
Se mai sarà poesia,
solitudo porrà in calce.
Ipocrisia in ossimoro espressa,
avrà dell'esistere bieca promessa.
Spengo candela
che non più è cera,
porgo saluto e inchino riverente
a lor quanti tutti e
torno nel tempo in cui fui invero presente.
“Mai tornerò? Or si vedrà, magari chissà; forse quando in cielo chiarezza sarà”
Son mezzo e son notte.
Son cinque nelle grotte.
Di 30 son uno
contando faranno nessuno.
Apri le tue porte e chiudile solo al mio passaggio.
Io guardo nei tuoi pensieri,
li scruto quando dorme il conscio,
li assimilo quando si sveglia il sole.
Son nebbia che vaga
son certezza che non paga.
Son alito di paura,
son forbice piantata nelle tue mura.
Son quello che sono quando non sono.
Eppure lascio traccia
come lama nella roccia.
Sono nel tuo ieri
quando Oniro cela mondi veri.
Sono ombra e polvere nera
sono l'anima.
L'anima tua sincera
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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E' qui che avrei voluto amarti
sotto questo cielo immenso .

Ci tramuteremo in sogni
dopo aver annodato le pareti del cielo.

Lo vedi l'ultimo ?

E' li , non trova riparo ...
Si tinge di neve  ,
indugia come il tramonto ,
attende.

Nemmeno quando il nero
serra gli occhi e sconfina .

Non s'addormenta
lascia le ombre e mi siede accanto .

Ha le labbra screpolate di brina
 varca il pendio
cade nella voce del vento
e rinasce fiore
senza tempo.

Risultati immagini per fiore senza tempo

Foto dal Web
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

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Che le notti penetrino i silenzi
con le loro simbiosi perfette ai segreti-
io sono un fiore nel buio
- di quelli sbocciati  in seno all'ombra-
in attesa d'acqua dai cieli
-sono uno di quei fiori -
che non cerca la prorompenza del sole
-ma una carezza bianca di luna -
petali vellutati distesi nel vento
-e non temo nemmeno la morte-.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Un uccellino azzurro

non si poserà mai

su questo davanzale.

È troppo tetro

come sfondo

per la sua presenza.

Volerà sicuramente

sul ramo di quel

sicomoro.

Oppure sbircerà

dalla siepe del parco

due innamorati.

Farà un rapido frullo

tra i tavolini

del bar della piazza.

E saltellerà

sul sagrato

della chiesa.

Beccherà

qualche mollica

davanti alla panetteria.

Berrà la rugiada

tra le piante

di quell'orticello.

Ma sono sicuro

che non tornerà più

a posarsi sul mio cuore.


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Profilo Autore: StrayCat  

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E' triste la sera.

Retorica come la scrittura.

Ridondante e inutile.

I miei quadri mi osservano

anche loro inutilmente appesi.

Oppressi.

Rinchiusi nelle loro pose,

tenuti insieme da forme stanche.

E' triste la sera

senza il mio camino.

Cerco legna

dove legna manca.

Cerco una fiamma vecchia

nella vecchia espressione dei miei occhi

e la sera diviene triste

dentro di me

intorno a me.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

Questo autore ha pubblicato 45 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La disgraziata figura che assembla i cervelli per farne una chirurgica macchina da lavoro
La mostruosità delle menti facilmente plasmate in un ottica di cieco servilismo
La dentiera precoce che serve a far sorridere chi ha perso i denti e la pancia su veloci cibi alla plastica
Il mediocre sguardo di chi annuisce e sorride davanti a schermi che lo fanno inconsapevolmente marcire
Il mondo antico e primordiale che osserva tristemente l'inevitabile decadenza.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Muore sera.

Corrono gocce.

Son fuori e dentro me.

Entra l'eco di stanchi se.

Appare.

Scompare.

Luce smuove e bianche son le strisce.

Muore sera

oltre la vista

nell'ombra che al vento si disfa.

Piove sui platani dimessi

nei rivoli di canali dispersi.

Passa solitudine

mantello mio d'inquietudine.

Passa e son solo nella strada,

solo ovunque vada.

Scalcio pozze

riscrivo stesse bozze.

Una sera di chiunque

nel mondo qualunque

e passa tutto sul corpo disfatto

in un tempo distratto.

Distratto mi bagno di me

mentre muoio

senza aver compreso perché.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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Le storie soffrono

ad essere scritte,

come neonati

che sconoscono la vita

e dormono nel grembo

della pavida mente.

 

Racconta una storia

la penombra delle labbra,

se suggono dal seno

il latte dei ricordi,

e s’ode uno strillo

che strizza la gola

a contare le note stonate.

 

Soffrivo di nostalgia

a puntare il dito

contro i passi della morte,

uomini e donne fieri,

bimbi nati e sconciati,

ombre sui passi di polvere.

 

Le storie si affannano

a cantare e contare

nei mesi, nei giorni,

come voci sazie del tempo.

I ricordi sono sassi nella via. 

 
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Profilo Autore: Libero  

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Amare verità s'alzano
Formando nugolo d'insetti.
T'accecano, e non tace la voce dentro
Dove nascosto sta l'animo mio,
Grida forte.
Ma muto il suono
Non fa vibrare diapason.
Solleva la testa percossa da lame
Che tagliano in due.
Piccoli frammenti di blu
Dipingono le mie dita stanche
E contagiano anche le mani,
Celesti come cielo settembrino,
O come il mare al mattino.
Così traggo forza,
Alzo le spalle e aspetto la luce
Come bambino.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Confondersi
sentirsi piccola 
una nuvola tra le nuvole 
un angolo di cielo dentro la stagione.

Confondersi
sentirsi fragile 
un filo d'erba nell'erba 
un tassello vuoto d'istanti.

Posso solo fermarmi 
appoggiare le mie mani 

frantumare le tempeste
e accarezzare ogni lieve tocco 
che rimane in attesa .



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 649 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

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