Vane le ali di carne
per chi sa che essa
è misera davanti all'infinito

pelle destinata ad avvizzire
come un petalo
e piume caduche

Il destino perfino  delle aquile

il mio volo inizia dalle viscere
di un sogno  che si guadagna
palmo a palmo il cielo

non senza dolore e sforzo

il mio decollo nel cuore del divino
è  frutto di espiazione

un amplesso con l'immenso



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Profilo Autore: Sabyr  

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Spettro è l'attimo e nell'anima si fonde
oltre fiati tipizzanti e fari al molo
i latrati che falcidiano l'erba del mio essere
e il respiro, lievità, la sinusite vince
e destrezza normale soffoca 
il dolce mio ronfare
di brume e pallore di presenze
in fumosi disastri brevi; Lievi cieli
e grevi ampiezze di spazi misurati
mentre giocano ad amamzzarsi
i sentimenti più sghembi
spazio corazza tu,
essenza sopraffino, mio me stesso
che vivi in me nell'alto profondo abisso
nel giardino del dolore gioioso
nel vetusto, logoro abisso, nella penombra alla luce del sole
per cui muovi il metro più nudo
o la fuga al punto del mio continente.
Eburnea crostale, verso i fiumi che sfociano all'oceano
su ebbrezze tavole da cavalcare l'onde
rapida in febbrile duranza , m'abito in fretta in me
m'offro da bere e fumare
come chiostri e limiti scapolari di nero.
Nero come l'eclissi della luna, del sole, della mia vaga atrocità
dal toracale al senno, al folle sentimento nuovo
di noi vita d'attimo, noi esiziale affondo
nel guasto d'apogei in maceria infinita, tra banchi di lavoro
e disossati amori imprevisti
o pionieri d'un denso liquore di me stesso divenire o
essere solido, 
endemico buio siderale.
Tra galassie sconosciute che non s'attraversano
mi inebri di silenzio razionale 
che sa urlare nelle mie 
ore di vita. Circa 25 al giorno
per passare ad essere poi
tenera 
cenere 
rovente
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Profilo Autore: fgl  

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Nel buio della notte

tutto è più intimo, intenso, sofferto

rumoreggiano aliti di vita

che al chiaror del giorno svaniscono

Il tichettio dell'orologio

scandisce i minuti lentamente,

tartarughine appena nate

che verso il mare corrono per sopravvivere,

così lentamente sopravvivo

all'abbraccio del sonno che amarmi non vuole

Il legno dei mobili schricchiola,

pare prendere vita e parlare

una lingua dal suono dolce, rassicurante,

una carezza che avvolge la stanza

come il calore dei ceppi in un camino

La tenue luce scalfisce la finestra

dona un'atmosfera eterea, serena

ogni piccolo oggetto più bello,

luminoso racconta un pezzo di me

In quel buio mi ninno, infante di un tempo che fù

rivedo il viso dei miei diletti,

sento un sussurrar di voci care,

una dolce melodia che dal cielo scende

invade il mio cuore, alimenta il battito

sorrido seppur la tristezza gli occhi vela

Sento tanto amore intorno, emozione allo stato puro …




Il sole riempie la stanza

un altro giorno per affacciarsi alla vita

respirarne appieno il profumo ...

sa di speranza







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Profilo Autore: cristina biga*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 24-01-2012

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Poi ti accorgerai
che sei fuori dalla vita
come un elefante bianco
che non trova il suo cimitero
lo capirai da solo
altri per pietà non diranno
hai voglia a cercare una via
gli hanno cambiato nome
hai voglia a cercare
quel tuo compagno di scuola
non abita più qui
cerchi di ripartire e i tuoi voli
sono stati cancellati
incontri gli occhi di una donna
e senti che i tuoi si sono spenti
nella tua terra c’è ancora luce
e semi nei granai
ci sono rose azzurre e fiori bianchi
ma come le stagioni
pronti a perdersi nel sole.
“Ho bisogno di nuvole
il sole non si addice
al mio stato d’animo”.
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Profilo Autore: Sandrino Aquilani*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 07-08-2017

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10806223_743649879046330_8620475778684710351_n.jpg
 
Migro lontano da me stessa
con gli occhi velati
attraverso aridi deserti.

Vento di scirocco
m'avviluppa come cappa.

Attorno a me tutto scorre
e tutto s'adagia
in una silente solitudine.


Solo la voce del vento sibilante
nell'accompagnarmi
in questo squallido cammino
pare voglia parlarmi
frustando le mie brucianti ferite
nel mio stanco arrancare
in questo enigmatico errare...
SalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-07-2016

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Sciolto nell’umidità dei miei pensieri

distendo le gambe parallele alla terra

per poter creare ombra e deviarla a piacimento.


Dirigo due dita in gola

a misurare il vento in profondità

tra i sospiri

dove l’eco sbrana le corde vocali

lasciandomi afono e sconfitto.


Attorno a me

ingialliscono i campi di mais

restituendo la loro età

ed attendendo una nuova resurrezione.
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Profilo Autore: Henry Lee  

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Evanescenza di calici
vino o spumante
tavola di cristallo e musica da piano bar
mentre il disco cantava
t'ho arruginita fino a sentirti
sfinita
e le forchette per il riso
e le parole a bocca piena
bottiglie stappate
tovaglioli volanti
e tu con la testa che ti gira
ti stendi.
Mi son chiesto:
Sarai mai 
più che possessione
e altro spreco di carne,
annuso te 
come docce e vagine calde
per farne mia tortura, da quel mare tuo più acerbo
falcidiato dai deserti, senza saper nuotare
m'affogo con piacere, tra i tuoi seni
i tuoi sensi.
salendo umida la mia quota più dura,
Poi restai a guardarti sorridere e bere
bevvi anche io, sorsi di tua passione
e schizzi di peccato
T'ammirai mentre discorrevi il tuo sonno
afferrai il tuo respiro
senza mai innamorarmi
m'alzai timido ti guardai
e i bicchieri ricolmi
e le bottiglie ormai calde
ma bevvi d'acqua e mangiai di carne
mentre pensieri fissavano il tuo ricordo banale
non ci dicemmo mai i nomi
salutai la mia stanza
non volli più rivederti
nel peccato ma i tuoi seni
sudati
s'appisolarono poi, per una notte
tra le mie labbra


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Profilo Autore: fgl  

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Mi piacerebbe scrivere una canzone
Di grande impatto sociale e politico
Che faccia così

O Signore, perché non mi compri una Bicicletta 
I miei amici guidano tutti le Porsche, devo fare ammenda
Ho lavorato duro per tutta la mia vita, nessun aiuto dai miei amici
Quindi Signore, perché non mi compri una Bicicletta

O Signore , perché non mi compri una TV a colori 
di quelle grandi che arredano la parete, li nella sala grande
una TV al PLASMA, schermo piatto, piatto come il mondo
"grande stronzata reality" sta cercando di contattarmi
Aspetto per la consegna ogni giorno fino alle tre 
Quindi o Signore, perché non mi compri una TV a colori

O Signore, perché non mi compri una serata in città
in questa città dei balocchi, dove polvere e vento 
li tocchi e li baci, dove gli amici e gli amori ho incontrato
dove un giorno d'autunno sono nato.
Signore, perchè questa città non la rendi d'oro
dove posso guardare e disprezzare loro
quegli in giacca e cravatta che salgono le scale
che hanno tutti una Porsche...
Conto su di te, Signore , per favore non mi deludere
Prova che mi ami, e offri il prossimo giro
poi ti porto con me a cena...in quel campo di cipressi
O Signore , perché non mi compri una serata in città
tu che puoi, che sei venuto a salvarci e t'hanno ammazzato

O Signore, perchè non mi compri i miei consensi
bastano poche centinaia di Euro
so che mi vuoi al tuo fianco alla tua destra, della tua destra
ma perchè non mi compri questa città
Squinzano non vale i soldi, vale una bici, 
vale la solitudine dei miei migliori amici
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Profilo Autore: fgl  

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Lamenti percorrono la mia mente

come Spiriti irrequieti che guizzano

nel fondo torbido di un pozzo.

Vorrei ma non posso.

Tento di salvare tutti,

ma non penso mai a me stesso,

forse perché m’illudo

che ci sia qualcuno da qualche parte,

che tenga a me e che voglia il mio bene.

Nessuno piange mai per me,

nessuno versa mai una lacrima per il Cattivo.

Istericamente rido di me stesso

e della mia condizione,

nell’involontaria spirale situazionale in cui sono.

Perché posso, ma non voglio.

Devasto il mio essere cercando di essere

più freddo ed impassibile.

Sogno la coscienza del rettile

che con il suo sguardo vitreo

resta sempre illeso negli scontri emozionali

che ogni giorno

devastano la psiche di tutte le persone del Mondo.

Sono e resto Niente,

mentre guardo il Male che guizza nel bicchiere

e bevendo non faccio altro che immergermi

con il fine ultimo di essere portato alla deriva

ed infine annegare in questo Mare

che altro non è che

il mio Rancore Morente.
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Profilo Autore: StrayCat  

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Stava proprio sotto alla cascata
di glicini, la mia panchina
nell'angolo perfetto.
Immersa in letture
scelte per me da qualcuno,
lieta passavo le ore
assegnate alla gioia.
Appena più in là
un ardere di vita
frenetici giochi,
rumore d'infanzia.
Cristalline voci
mi chiamavano a sè.
Ma c'erano mondi
tra le mie mani.
Stanze segrete
di cui ero la porta.
Quanto sognai!
Sola, tra il vivere
di tante compagne.
Caro tempo perduto
dentro il nulla 
di ogni dopo.
Sogni ricamati
da un cuore fanciullo.
Tornate a me!
Per darmi letizia.
Che io ancora sia porta
di mondi sconosciuti.
E nel vagare sereno
incontri il bambino
che per primo
iniziò il mio viaggio.
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Profilo Autore: Ibla  

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