Quanto della cadenza del pendolo

m'appartiene.

Oscilla, oscilla pure nella bufera.

Torre da scacco al Re

e scricchiola il tepore

d'un fuoco spento.

Son seduto e non sono.

Chi gioca con me?

Tre carte sul banco

senza rilancio.

Vento nella notte

e chicchi di pensieri

divorati dallo spirito.

Mi vestii di me

senza essere me

e bussa

bussa.

Non aprirò

nel remoto del passato.

Non coi verbi in disaccordo.

Manca il tempo in questa storia

morta da tempo.

E t'amo

mentre nessuno

muove più sulla mia scacchiera.








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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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