Spumeggia irto il dolore sul vuoto
irriconoscibile sussurra inchiostro d’io
parole morte zampillanti
eterei incanti d’intervallo
dal sé naufrago di quiete e d’appartenenza.
Sfuma ricami notturni l’arrendevolezza
morente esilio al soffitto e dilania
effluvi d’anima assurti alla volta.
-Vedi- un’altra volta il cuscino accoglie l’ombra
la cinge delicata in nervature acquiescenti
abbraccia il riposo del cuore morente.
L’onirico si concede grazia
e corpo dilagante fluisce mare
in un tempo singhiozzante amore. 

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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