Anche il sole per complicità è tramontato prima
Sogni di cristallo troppo fragili, troppo per esistere
Fragili come il mio corpo ora, che non sembra  più resistere    
Questa gabbia d’oro , dov’ e possibile sacrificarsi
Dove proteggersi ma senza amarsi
Una danza che salva e uno specchio che uccide. 
Visioni ingannevoli di malata innocenza.
Doloroso godimento nel toccare queste mura,
Tra la pelle e la maglia uno spazio più grande
Sforare i fianchi e ferirmi,
e questo reggiseno che non copre nulla,
se non la paura di essere donna.
Sfiorare le costole per l’ ultima volta
Dover indossare una pelle che non voglio
E costringermi a bruciare una bilancia a cui non credo..
Vomitare paure e le rabbie ormai represse
L’ idillio e l’ inferno, un paradiso nero
La stretta nel cuore e il tuo Dio è più sincero
Un flashback e sono ancora lì,
un letto che non ricordo,
una mano che non conosco
il primo segno sul mio corpo
E non contano più le parole,
le spiegazioni a tua madre che piange
gli occhi di un padre che non capisce 
Il passato non lo posso spiegare,
un DNA che non posso accettare
 ed è meglio tacere
Per non fare del male.
Tra godimento e tristeza
Vivrò di poesie 
Quelle scritte nell’ aria
una canzone mai scritta
se non la ritieni sconfitta,
vieni a salvarmi l’ anima.

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Profilo Autore: fedyeva  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 10-09-2013 15:17
Davvero non mi vengono le parole per descriverti cosa ho provato leggendo questa poesia....non so comè sia questa malattia non ho mai avuto a che fare non la conosco, ma ti posso dire che leggendo mi sembrava come avere un pugno nello stomaco....mi sono venuti i brividi ti abbraccio un saluto.
Brigida Liparoti
# Brigida Liparoti 10-09-2013 20:52
Complimenti per come hai trattato questo tema così duro e delicato al contempo!
Scrittura notevole. Grazie
fedyeva
# fedyeva 11-09-2013 11:41
Non esistono parole per descrivere un dolore come quello.. solo una poesia può provarci.. grazie a voi
nabrunindu
# nabrunindu 11-09-2013 17:12
per la miseria! è terribile! se ne sente parlare, ma davvero poi la si conosce? che infida malattia! brava nella descrizione e nelle sensazioni che trasmetti non i tuoi versi, emozioni a non finire. stelle e sorrisi.almeno questo! :-|

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