Sono pronta...
Ad affrontare l'ombra lunga che appare,
giorni nuovi e lune chiare,
sola, tra le felci antiche,
io provo nuovo gusto.
Dei e dee non potranno più decidere il mio passo,
che sfiorato annulla impronte.
Io veggente del destino,
lo rimpasto tra le mani,
le do forma a me più cara,
so ora leggere l'aurora
che nella luce mi colora.
E tu stella già lontana,
non ricordi neppur le mie dita,
che un tempo ti sfioravano
disegnando sulla pelle paesaggi.
Sono pronta... il fuoco ora arde,
nei miei occhi solo neve, lieve e bianca
spegnerà la mia sete.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Nel momento in cui il giorno tossiva,

nelle copiose lande deserte ad est di ogni cosa,

il monastero di Gandan resisteva al vomito ed alle feci,

chissà se a Stalin son fischiate le orecchie,

o se nelle lacrime del secolo scorso hanno trovato

tracce d’umanità

anche se espressa in polvere.

Ora ci offrono questi nuovi anni liofilizzati,

uno ad uno li sfogliamo come facciamo

con le vecchie riviste dal medico,

senza curarci né della febbre

né di chi ci siede accanto.

Passerà l’obbligo di compiere 18 anni,

trascorreremo estati appesi alla balaustra di una motonave

che ci porterà a vedere Venezia dal basso,

resisteremo sorridenti ad una foto da postare,

parteciperemo a matrimoni che sarebbe stato meglio spostare.

Non so salvare nessuno

nemmeno me stesso,

figuriamoci se dalle mie mani può crescere vita,

ora che dai miei palmi fioriscono soltanto

le bugie di una chiromante.

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Profilo Autore: Henry Lee  

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Madre Terra
attende la mia schiena nuda
sul suo grembo.
Il canto del sottosuolo
mi chiama in un sussurro d'erba
e il vento è un soave danzatore
tra i miei capelli scompigliati.
Il fumo dolce si leva.
Ha voce magica e mi soffia parole
piano nelle orecchie,
ma io so che potrebbe anche urlare.
L'animale guardiano appare,
prima gli occhi di luce
poi la pelle liscia.
Mi guiderà nei regni dell'Ombra.
Intanto la corda per la discesa
è ruvida e forte tra le mie dita
ormai fatte solo d'aria.
Ho trovato l'imboccatura del pozzo.
Mi risucchia .
Il serpente nascosto ha spire splendenti.
Non ho alcun timore.
Sopra un riquadro di cielo lontano
mi ricorda gli dei del piano superiore.
Mentre scivolo giù.
Ora il buio rivendica i suoi segreti.
Spiriti striscianti con bocche di veleno
mi sfiorano appena.
Non ho alcun timore.
Il guerriero dentro è ben sveglio.
Gli antenati vegliano il mio corpo.
Smembrato, Svuotato.
Nessun dolore.
E la morte non mi fa alcun effetto.
Sono già oltre.
La luce invoca il mio nome.
Non viceversa.
La superficie si avvicina.
Riemergo dal mare della notte.
Il mio animale di potere
fieramente stira gli artigli.
Il fumo azzurro si dirada.
Il sole è bacio e benedizione.
Le armi le ho nel cuore ardente.
Questo giorno è appena nato,
sorto, o risorto come la mia pelle.
Il vecchio saggio mi saluta.
Ora so di cosa mi parlava sempre
nelle sere senza tempo
attorno al fuoco.
Ora che da spettatore e discepolo
mi ha tramutato in fiamma.

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Profilo Autore: Sabyr  

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A caccia di luce
nella gola bruna della notte.
Credendo il buio avversario.
Che l'amore ti sia guida e lanterna.

-Erano splendide le piccole ali-

Un volo in cerchio nel cielo nero
e lo smarrirsi in un imbuto vuoto
poi l'apparire della fiamma vivida
E la sua bellezza calda.

- La sorgente l'attirava verso l'alto-

Iniziò la sua danza
e mai si sentì più leggera e libera,
beatitudine in un palpito,
rapita da un'estasi d'oro.

-Ora il fuoco era un dio-

Salì e fu presa da una spirale bruciante,
accecata cadde nel vortice,
in cenere il suo sogno illuminato,
di lei restò un'arsa poesia.

- Quando il drago uccise la falena-.
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Profilo Autore: Sabyr  

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Caro amico remoto,
rimasto in un tempo passato,
sai, a volte ti ricordo,
simile all'ombra che passa
e potresti assomigliare
a un fruscio  di vento
o a una parola mormorata.
So che sarai cambiato,
e lo sono anche io,
o forse non così tanto...
E rivedo il tuo volto
solo appena sfiorito,
la stessa sorte del mio
nello specchio sincero.
Non so perché, ti sorrido
e mi sorrido, con dolce clemenza
ai nostri errori.
Le parole vibrate come archi
e ogni accusa una freccia.
La ferita è così vecchia
da aver acquisito una strana saggezza.
Ora posso perdonarti.
E così perdono anche me
per non avere saputo mai perdonare.


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Profilo Autore: Sabyr  

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Mille parole
prima della fine,
prima del sole che nasce.

Viaggio...navigo
cavalcando le onde.

La quiete
dopo il maremoto. 

Vivo...
con amore per amore.

Un sogno non si arrende
ma si ripete.

Non potrei vivere
con le lacrime
asciugate dalla speranza
di assenze presenti
per una seconda vita...

L'immagine può contenere: cielo, nuvola, crepuscolo, spazio all'aperto e natura
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Le mie malinconie
scorrono come strade
da e verso luoghi remoti
eppure non si sono mai mosse
dal "qui" incerto del mio cuore.
Condensa di umori emozionali
i miei giorni, ancora antichi
eppure sempre nuovi.
Quanta vita ho nelle vene
e quanta morte nelle viscere.
E come esse convivono bene
ti stupirebbe, amico caro.
Perché forse per vivere
serve morire una cellula ogni giorno
e ricordarsi di essere pelle di passaggio.
E per morire serve
salvare una cellula ogni giorno
per prepararsi alla rinascita.
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Profilo Autore: Sabyr  

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Si chiama fragile
questo piccolo ricordo d’inverno
che ha le mani ruvide
e gli occhi sono
mosaici sfrangiati di cielo .

Si chiama vento
il soffio gelido tra i portali
dove risuonano le voci
e il profumo di zeppole fritte volteggia
in spirali di fumo
olezzando le vie.

Sui sentieri di geloso silenzio
i fiori di ulivi tra danze e litanie
vestite di bianco.

L’aria che vi attraversa
odora di pane
di grembo materno

e piccoli noi
accolti ad ascoltare
un braciere ardente
di saggezza
quando l’inverno
era carezza.

Tempo ostinato nel cuore
deciso sulle gote
nutrito di buoni sentimenti
di belle parole.

Un bianco e nero
che più non torna
un susseguirsi
di minuti
giorni
stagioni .

Poi tendi la mano
raccogli i ricordi
li stringi in un pugno
e ti abbandoni.

Eppure
presto verranno
le rose...




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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

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Risultati immagini per vecchio con bastone fra la nebbia

Portento, bastardo pezzo di avanzo,

pattume da concime vecchio afflitto e stanco,

con le braghe lunghe sotto i piedi calpestate,

pipa in bocca a far l'ultimo tiro di fumo..

Vai..non voltarti sali sul treno per arrivar alla fine del mondo,

mai più sorriderai, piangerai in eterno nel dimenticatoio e

 sarai ciabatta gettata fra vecchi rifiuti..

Tempo balordo da cancellare calendario da strappare,

dimenticanza da dimenticare.

Stralciato cencioso più volte rammendato con filo e ago ..

Via..Vecchio non ho di te rimpianti sei vecchio e bacucco,

bastardo legno marcio..

Corroso e tarlato..fra intemperie e catastrofi,

oscene disgrazie, e guerre maledette..

M'hai lasciata straziata con l'amaro in bocca,

stritolandomi il cuore in vari pezzetti

l'hai schiacciato dal dolore e

nel sangue hai versato secchi e secchi di dispiacere,

delle lacrime hai riempito barili ..

Vai..non voltarti sfuma verso la foschia

come fumo sui camini

come meteorite sbriciolata sulla terra.

Ecco è mezzanotte sei morto anno codardo,

 avvilita e addolorata spero in te 2019,

che tu sia superiore..

 

 

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Prepotente ti fai spazio
fra disperazione è dolore.
La presunzione di sapere tutto
l’arroganza di non ammettere gli errori.
La debolezza...
L’ipocrisia uccide.
Troverò le parole del perdono
il buio non impedirà al sole di sorgere.
Una voce si alzerà nel vento.
I sogni è l'amore
leniranno il dolore.
L'anima riconoscerà l'amore.
Ascoltati...
Un giorno ti ritroverai
e ascolterai
quella voce nel Vento
sarà tutto ciò che ti rimane.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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La poesia, quella di stanotte,
è intrappolata in un non so dove,
in un pertugio posto in fondo al cuore
o, dentro l'anima, in un buco nero.

Vuole silenzi che non le so dare
quando il cuscino giro e poi rigiro,
se piede al piede insisto a frizionare
o gratto ciglia fino a farmi male.

La strada che dovrebbe esser muta
disturbo arreca con i suoi rumori
ed il sussulto della sveglia odiosa
scandisce tempo solo da fermare.

Io non poeta sono prigioniero
o, meglio ammettere, assai incapace
di catturare lemmi uno alla volta
per incastrarli in qualche verso mio.

(…amore, amare, mare, terra, cielo,
nuovi universi, lune, stelle e soli...)

Non scriverò d’omerici vascelli,
di una strega da tramutare in fata,
di un seno sotto trasparente seta,
o del viaggio verso un lungo bacio.

Ancora prima di tentar poesia,
facile preda io mi do a Morfeo
e nebuloso mi diventa il tutto
nel sogno incerto che andrò a fare.

Ed è mattina, col sole alto di già,
mentre a registro il ricordo metto.
Sembra passato tanto di quel tempo
e invece... in una man conto le ore.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Vorrei un anno per
poter realizzare tutti i miei sogni,
amare ma dimenticare le sofferenze.
Vorrei al posto dei silenzi
ascoltare il canto degli uccelli
le risate dei bambini.
Vorrei non conoscere
l’indifferenza del mondo intero.
Vorrei soprattutto che le persone
fossero più coerenti,
con una vita migliore,
costruita in un mondo migliore.
Vorrei vedere i bambini
di notte nei campi arati
rincorrere le stelle
ascoltando la sinfonia della luna canterina.
Vorrei proteggere le ombre dai sentimenti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Rimani 
tra le pareti 
ma  rimani .

Ho di te
 una nuvola  che evapora

 una goccia umida di poesia
 ho di te
 il sorriso che non dice 

tace
non  torna
e lascia  al vento
 i mille volti  di  una foglia
e sei  luce dell'autunno
  lo sguardo dell'inverno
 nell'aria greve
il volto sfumato di un sogno

 una sillaba della notte
 che unisce la luna .

Ci ritroveremo .

I miei versi
sono il ponte

che unisce i  nostri pensieri
tutte le  carezze 
che non ti ho dato.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

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Esco indenne dalla morte
ogni volta che mi attraversa le vene
con il suo liquido veleno.
Le rispondo con la fiamma
che mi abita.
Con i nervi tesi come armi.
Come un guerriero
pronto all'urlo e al sangue.
Se vuole avermi
deve prendermi viva.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Avanza il tempo col suo passo incerto

e bianca brina tinge il mio percorso

pesa quel grigio cappotto addosso

e m'accingo ad affrontare il tempo che mi resta.

Un pensiero fisso preme sempre in testa

lasciare un segno in questa grama vita

del mio passaggio seppur fosse un assaggio.

Parole acerbe son frutti macerati

di lacrime e sangue concimati,

trascritti giacciono pensieri

mai scordando la croce di ieri

accompagna solingo cammino

nel silente avaro destino.

Iridi stanche osservano un mondo

che ingoia, s'ingozza e prende

assottigliando ciò che mai rende,

di sicuro un segno lascia

marchiando e facendo cassa.

Si fa presto a trascrivere e disporre

saranno inermi a pagare...

senza comporre.

Non si vive di sogni

nella realtà dei giorni.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2017

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